Potrei lanciarmi nella sperimentazione del caso:
SmILF transoceanica.

Us and them

19 luglio 2014


In mattine come quella di ieri, di cispe che cascano come braccia all’ascolto del radiogiornale, mi chiedo.
Se sappiamo cosa davvero colpiamo con i missili autoesplosivi della stupidità,
cosa davvero coloriamo di grigio e nero con i pennelli enormi della superficialità,
e perché nessuno ci racconta, tra una notizia brutta e l’altra, che basta mettere del sale grosso su petali freschi in un piccolo recipiente chiuso con qualche foro,per diffondere per casa, per giorni, il profumo dei fiori.
Ciò che rimane da fare è godere del fresco e delle chiacchiere di certe serate, acchiappare al volo tutti gli altri colori possibili del vivere e lasciarli ovunque come molliche di pane.
Estemporanea di TT

Estemporanea di TT


Cuore di Gesù

5 novembre 2013


Espressione mestizia-disappunto-noia, appiattimento subcutaneo, scarpe con tacchetto da suora laica ed esplosione glamour: maglietta nero pece da cui un cuore grosso così di velluto rosso munito di ali e scritta in arcaica doratura Love is in…” (da qualche parte, dietro una piega), fa la lapdance attorno alla filosofia del mondo di mezzo.
Torna alla mia mente l’icona classica kitch: il cuore di Gesù trafitto, forse chiuso in una teca nella chiesa dei Santissimi Medici o di un Santissimo e basta. Odore d’incenso, ma quello che non mi piace.


Prodotti postali, cervelli in cuccia:

Biscotti per cani fatti da te
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Miserere

6 marzo 2012

Ma io mi domando e dico. Perché mai uno dovrebbe trascorrere ore e ore col culo appiattito su una sedia per forgiare effigi cognitive che decretino “se sia la tradizione cattolica ad avere prodotto le menti leghiste o se siano state le menti leghiste ad avere stravolto la dottrina cattolica” quando abbiamo già il dilemma (vergato all’uopo) dell’uovo e la gallina?
Non siamo mai contenti.

Verniciamento

13 novembre 2011


L’installazione più interessante è l’ingresso. Ché se ti trovi di fronte alla scelta tra l’entrata per i VIP e quella disaggettivata, mentre decidi da quale delle due varcare la soglia per accedere allo show, sei già dentro la diapositiva di questo tempo che, non trovando scampo e vie d’uscita innovative, si ritrova appiattito senza entusiasmo su rivisitazioni vintage e sperimentazioni molli che fanno un po’ tristezza, ma forse annunciano un futuro di riscatto.
Innestato in questo presente.


Dopotutto siamo noi.

La coerenza mi sfugge di mano come un’anguilla. Si ferma un attimo su un fiore e poi fa un guizzo che sembra la Campanellino di Peter Pan, quella che non gliela darà mai. O chissà.
I vestiti stesi invece che asciugarsi si bagnano.
Gattonumerouno e gattonumerodue, invece di leccarsi e annusarsi si rincorrono con soffio felino e zampa armata.
Nell’era dell’annunciata digitalizzazione della Pubblica Amministrazione l’accesso a internet fa il verso a un bambino cybernetico mai nato che dispone di meno di un quinto delle sue facoltà internautiche. Ho accesso a un elenco di siti istituzionali che hanno più o meno l’utilità di una ragade su un seno da ciucciare.
La statistica è un vezzo, un gioco, un imbroglio apparecchiato per guadagnare – o in alternativa fustigare – di più piuttosto che per lavorare meglio. Nello specchio d’acqua, cerchi concentrici si allargano intorno a un sasso: ideologia fascista vestita da maestrina elementare con figa di legno e cuore di stagno: burattino.
E se la Coop sei tu e una delle filiali di colei che sarei io, a portata di carrello – anzi, secchiello rosso con le rotelle – è putacaso uno dei supermercati con consuetudini commerciali di vendita talmente poco trasparenti da essere al limite della truffa, allora l’ Apparteniamo a un generis autofottente? diventa una specie di domanda-boomerang che ti insegue, ti insegue, ti insegue, finché non trovi chiare fresche acque in cui annegare i cattivi pensieri. Puntualizzo: non sono quelle dell’acquasantiera le fresche acque.