Soppressata

13 settembre 2013

Riforme o reflussi esofagei.

Purceddu
Soppressate

«Nessuno può salvarti tranne te stesso. Ti metteranno più volte in situazioni quasi impossibili. Cercheranno più volte con i sotterfugi, la finzione e la forza di costringerti a sottometterti, ad arrenderti o a morire in silenzio dentro di te. Ma non farlo, non farlo. Non è una guerra facile da vincere, ma se ce n’è una degna di essere vinta, questa sicuramente lo è. Nessuno può salvarti tranne te stesso, e tu sei degno di essere salvato.»
(Charles Bukowski citato da Brezsny citato dalla Spoah – che sono io – per consolarsi.)

Aspect ratio

22 marzo 2012

Quando la curiosità sovrasta la preoccupazione in situazioni che si prospettano comunque a medio-alto livello di rischio, ormai, dietro il sorriso da bimbetta con gli occhioni che luccicano, c’è una parte di me che si mette in allarme e grida Al lupo al lupo aiuto aiuto lo sto facendo di nuovo! Eppure lei continua ad osservare il futuro ignoto, probabilmente spigoloso e foriero di nuovi problemi da mal di testa a grappolo fucsia e notti agitate, ignara, come se si avviasse verso il venditore ambulante di zucchero filato al luna park.
Ma domani né la direttrice Rottenmeier in immagine 4:3 rappresentata all’interno di un televisore 16:9, nostra signora di Dogville con lo sguardo da capra, né quell’altro lì disegnato come la caricatura di Craxi di Forattini, mi offriranno zucchero filato. No, temo proprio che no: piuttosto, great balls of fire.

Vecchi merletti

16 febbraio 2012

Ci sono quelle volte,
quelle volte in cui a un certo punto ti fermi e pensi
ardentemente:
“Ci vorrebbe una bella bacchetta magica, nuovo modello, incantesimi turbo, classe energetica A+++”.
Volte, volte in cui
non sai bene se solo per farci una magia o anche per infilarla su per il culo a qualcuno, per poi star lì a vedere se dopo un po’ la starnutiscano dal naso.
Poi opti per la magia, la magia e basta, perché le emozioni in composti arsenicati avvizziscono l’io che – poveretto – cos’avrà fatto mai per meritarlo?
Non si sa.
Però ci sono svolte, svolte di cui
il più profondo e intimo desiderio detieni solo tu.

Fire on the mountain

25 gennaio 2012

Ero in questo posto tutto di legno scricchiolante sotto i passi di chi difende per denaro: ti difendo per pane con la mollica buona dal fornaio o per un contaore comprato dall’orologiaio, una barca con la vela o una senza, con motore a un certo numero alto di cavalli; ti difendo perché ho figli, marito, la baby sitter a casa, perché avevo un ideale e chissà se mi sopravvive ancora. Ero in questo posto e il legno scricchiolava soprattutto sotto il baffo e la pancia togata della pubblica accusa, mentre la mia toga rischiava di rimanere incastrata sotto le rotelle della sedia ad ogni movimento impercettibile del mio umore. Ero sotto una scritta d’oro cubitale che recitava «La legge è uguale per tutti», con sopra un crocifisso gigante a testimonianza che non è poi così vero. Ero lì a slogarmi il polso per scrivere frasi di rito, formule a tratti aride e articoli misconosciuti e fuori il mondo che se lo guardavi dalla finestra deformante sembrava un piccolo incubo luminoso, ma se lo osservavi dall’altra con il vetro-vetro ti ritrovavi sulla scrivania il cielo in cubetti e il sole in interstizi, perdendoti in dialoghi surreali esistenziali con Rubik.

I’ll finally be, who I’ll be
Maybe

Come un romanzo ma un fatto vero, mero desiderio di scambio, sognavo di trovare alleati in questo mondo – così, solo perché sarebbe bello da provare prima che lui o noi si imploda.
Poi, in un ufficio surriscaldato adattato per l’occasione a palcoscenico, ho sbattuto il muso su un muro di gomma che neanche avevo colpito.
Al cospetto della Niña, della Pinta e della Santa Maria, mi ritrovo bella bella (che è un modo di dire) nei panni larghi di Capro Espiatorio, protagonista principale.
Signorina Malaussène e neanche sono a Parigi.

«Se oggi l’uomo non mangia più l’uomo, è unicamente perché la cucina ha fatto dei progressi!»

On a spit the demons.


Dopotutto siamo noi.

La coerenza mi sfugge di mano come un’anguilla. Si ferma un attimo su un fiore e poi fa un guizzo che sembra la Campanellino di Peter Pan, quella che non gliela darà mai. O chissà.
I vestiti stesi invece che asciugarsi si bagnano.
Gattonumerouno e gattonumerodue, invece di leccarsi e annusarsi si rincorrono con soffio felino e zampa armata.
Nell’era dell’annunciata digitalizzazione della Pubblica Amministrazione l’accesso a internet fa il verso a un bambino cybernetico mai nato che dispone di meno di un quinto delle sue facoltà internautiche. Ho accesso a un elenco di siti istituzionali che hanno più o meno l’utilità di una ragade su un seno da ciucciare.
La statistica è un vezzo, un gioco, un imbroglio apparecchiato per guadagnare – o in alternativa fustigare – di più piuttosto che per lavorare meglio. Nello specchio d’acqua, cerchi concentrici si allargano intorno a un sasso: ideologia fascista vestita da maestrina elementare con figa di legno e cuore di stagno: burattino.
E se la Coop sei tu e una delle filiali di colei che sarei io, a portata di carrello – anzi, secchiello rosso con le rotelle – è putacaso uno dei supermercati con consuetudini commerciali di vendita talmente poco trasparenti da essere al limite della truffa, allora l’ Apparteniamo a un generis autofottente? diventa una specie di domanda-boomerang che ti insegue, ti insegue, ti insegue, finché non trovi chiare fresche acque in cui annegare i cattivi pensieri. Puntualizzo: non sono quelle dell’acquasantiera le fresche acque.


Escussione teste: Charles Robert Darwin. Che, se avesse potuto prevedere il futuro, avrebbe elaborato teorie ben diverse.

*
C’è gente che non sa leggere i segnali, da sola.
Che non sa cambiare, da sola (e neanche accompagnata).
Che non spegne né riaccende un motore qualsiasi, da sola.
Forse, riesce a parcheggiar(si), da sola.
C’è gente che lascia a te tutto il piacere di guidarla, ignorarla, evitarla. Da sola.
In odor di schiavitù, molto meglio un’automobile, in effetti, se non ci dovesse, poi, comunque affannare alla ricerca di fonti alternative di energia,
difendere il corpo e cercare il sole anche dove non c’è.
Ci provo e provo anche a provarci,
ma facile nienteniente.