Considerato quanto si evince dalla tua andatura, forse è meglio se rimani completamente fermo.

Zuppa e pan bagnato

7 ottobre 2014


Potremmo provare a far fare il Papa a Renzi e il Presidente del Consiglio al Papa.
Eh?

Marchionne con i 90 maglioni di lana blu distribuiti nei suoi habitat diffusi, compra la Crysler, l’accoppia alla Fiat, le appiccica mano nella mano ribattezzandole Fca (certo Fac era più onomatopeico, ma poco collegiale) e dà loro in dote una sede legale nei Paesi Bassi ed una fiscale nel Regno Unito; quotazione VIP in borsa a New York e – fugace accoramento italico – presenza parziale in Piazza Affari, forse per brevi vacanze estive e poi chissà.
Mentre in Uruguay, Colorado, nello stato di Washington e negli Sati Uniti finalmente legalizzano la marijuana e si crucciano ormai più che altro sul come addivenire ad una regolarizzazione del commercio che non abbia controproducenti effetti boomerang, in Nigeria imperversa un’omofobia che definirla bigotta è usare un eufemismo e in Spagna si fa un balzo indietro di circa 50 anni, si torna a manifestare in cortei fitti fitti contro una controriforma che ambisce a penalizzare duramente e stupidamente e nuovamente l’aborto in un exploit antievoluzionistico e anacronistico che il cilicio al confronto sembra un ritrovato delle nuove tecnologie. Qualche chilometro più in qua dallo stretto di Gibilterra, il Papa si preoccupa di riacchiappare le file di cattolici nei quali la fede ha visto indebolire fortemente le proprie difese immunitarie da una serie di scandali che a capire quale è peggio non te ne tiri fuori neanche con l’ambarabàciccìccocò: fai prima a raggiungere il nirvana e a salutare col namasté gesù. E, tra l’altro, deve fidarsi proprio assai del suo 007 Bruelhart, perché, fico com’è, potrebbe indurre in tentazione schiere di donne, uomini e prelati, per quanto di questi ultimi si vocifera che abbiano una spiccata predilizione per i piccirilli, ahimé.

The wolf of Wall Street di Martin Scorsese - locandina

Ecco, tutti i personaggi che fanno il trenino dietro a Jordan Belfort, protagonista in versione autobiografica (reinterpretata almeno in parte, suppongo) del film di Scorsese, alimentano una vita a polpette spioventi pioventi sconclusionate dello stesso tipo. Certo, è un microcosmo, a confronto, ma con proiezioni ortogonali di indubbia ampiezza.
Ciascuno di noi è uno di tanti, volenti o nolenti immersi nello stesso brodo di coltura, poi ad ognuno tocca scegliere lo stile con cui veicolarsi da una riva all’altra e quali lembi di terra abbracciare.
Scorsese ha fatto un lavoro eccezionale: tre ore di puro godimento in ironica immersione.

Il vangelo secondo Matteo

9 dicembre 2013

Nuovi orizzonti liturgici si prospettano per il PD.
Ma il papa a Renzi ha già telefonato?


Mezz’ora di attesa alle prime luci del mattino, babele di voci in fila – donne di colore uscite da un fumetto francese, la signora disegnata da Jacovitti sfuggita dalla striscia – vagheggiano in discussioni su chi sia arrivato prima, qualcuno sorride, qualcun altro sghignazza: saranno quelli vaccinati con inoculi di pazienza. Osservo, sorrido, scambio due parole, aspetto e basta, mi esercito sull’importanza dell’ “e basta”. Si spalancano le porte che ingoieranno l’orda e vengo dirottata al primo piano, spoglio, linoleum nero il pavimento, muri lisci smaltati ambulatoriali, sedioline lucide per culo a ventosa. L’accoglienza pazienti è affidata a un operatore sanitario spilungo con le braghe alla caviglia e spalle leggermente ricurve sui suoi circuiti affettivi; programmato per ripetere le indicazioni come in un loop che ricomincia all’arrivo di ogni nuovo paziente; devoto ad una missione conferitagli da un qualche dio maggiore, parla come se stesse celebrando messa e dopo un po’, a sottolineare la propria autorevolezza, precisa che sua madre ha un disturbo bipolare e che lui è l’unico a lavorare tra un nugolo di figli la cui storia è affidata ai puntini di sospensione lasciati a riempimento della frase.
Segue infermiera passo strascicato svelto che mi liquida malamente perché la formulazione della mia prescrizione medica è nell’elenco nero di quelle che da loro non possono essere evase.
Non te l’ha detto nessuno? Cavoli tuoi: La prossima volta si informi, prima. Mi sono informata. Non gliel’hanno detto? Beh, io non so con chi ha parlato lei.
Anni di lavoro nella Pubblica Amministrazione italiana e manco quasi t’incazzi più, pensi solo Che culo fare la comparsa in Qualcuno volò sul nido del cuculo. Poi ti avvii alla volta di un cappuccino e un biscotto.


Dovrei essere già in auto, destinazione culonia fritta e invece son qui a calcare sui tasti di questa tastiera anni ’80.
Troverò davanti all’inferriata posta davanti a quelle ragnatele poste davanti alla porta in anticorodal il signore fastidiansioso, che non basta essere calmi e disponibili per acquietarlo, prima o poi diventa molesto come una zanzara e devi fargli di no col dito della voce quando la alzi di qualche decibel, per far capire che forse è il caso di non rompere troppo i coglioni, se non altro perché mancano tutti i presupposti fondamentali per farlo.
Detto questo, occhi stropicciati, naso che cola, angoli delle labbra disidratati, i sintomi del raffreddore alabardico spaziale ci sono tutti. E’ una lotta a suon di gocce di propoli, tea tree e bollicine di aspirina effervescente, perché per sabato mattina alle cinque devo essere sana o simil tale.
Detto questo.
Ho sognato il mare*. Di una piccola cittadina balneare in Sicilia, ragusano. Non c’era spiaggia, l’acqua limpidissima arrivava sino al lembo di strada su cui campeggiava una fila di macchine parcheggiate, alla quale si aggiunge subito la mia (che non è la mia, perché ormai una macchina mia non ce l’ho più manco nei sogni talmente mi sono abituata): non resisto al tuffo. Ma lo faccio il tuffo? Non ricordo. Ricordo l’acqua limpida, più di quella del Salento, più di quella sarda. E poi che – dopo un breve intervallo di tempo – cercavo di raggiungere la macchina, che non la trovavo più; che c’era Mr. Cì a darmi già della stordita sospirando e sorridendo; che a un tratto il mare si librava in un piccolo tsunami, tutti facevano OOOooooh e Obama sollecitava delle azioni per limitare i danni del pericolo incombente, ma nessuno lo prendeva troppo sul serio. L’auto l’avevano portata via col carro attrezzi, vai a sapere… i tizi dicevano che c’era il divieto di sosta… mica vero! Ad ogni modo la nota positiva era che per ritirarla da un posto un po’ lontano lontano che non sapevamo bene come raggiungere, mi sarebbero stati chiesti solo 20 o 30 euro. Poco mal, pensavo peggio.
Ah, ero in vacanza.
E infatti sto facendo il conto alla rovescia, per le vacanze. Ci sarà un motivo.

* Avevo scritto il male. Mi faccio paura da sola…

In preda a un’ormai incontrollata frenesia orgiastica di basso profilo, ordine temporale dello Stato ed ordine spirituale della Chiesa cattolica partoriscono piccoli mostri. Alien gli fa un baffo e non esistono più i barbieri di una volta.