L’aria è ferma a contare piano gli annunciati gradi all’ombra, camminiamo trapassando il caldo con la stessa determinazione con cui Ewan McGregor attraversa il muro nella scena finale de L’uomo che fissa le capre, pilotate dalla virtù della necessità. Quale giorno migliore per trascorrere il pomeriggio all’hammam?
Con lo scrub l’unica cosa che non mi è stata grattata via è la minchioneria: è in uno strato davvero troppo profondo.
Son fortune.


The(ir) present

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My future

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Altro che “un bicchiere di vino con un panino”.

Imagine

7 agosto 2014


Immagina un vetro, un estintore contro un vetro, il buio bagnato fuori. Lo specchio d’acqua per terra che riflette il mondo di mezzo; la luce, i rumori, la birra dentro; le fronde degli alberi scomposte dal vento fuori. E i lampi.
È il sette agosto duemilaquattordici e sono a Torino, festeggiamo lei.
Minchia :-)


Dedicato a molti e in particolare a te che la scia lasci del profumo di una bacca che finisce con glia.


Tahar Ben Jelloun, cuori fertili

The birthday must go on

29 settembre 2013

Il compleanno a rilascio lento mi riserva spesso belle sorprese. Così oggi: una voce dal ferrarese a ricordarmi Bologna e a raccontarmi di un disastro che si sta allargando a macchia d’olio persino in istituzioni storiche di blasonata cultura, quelle per le quali si sarebbe potuta sognare immortale incontaminazione. Peccato, peccato e giù a ridere cristalline come se neanche un giorno fosse passato.


Ci sono occhi brillanti, e fermi, e ironici in cui si sta così comodi –  come seduti su un prato, il cielo blu sopra e scherzare; come avvistare una spiaggia libera e accogliente invece che brulla e recintata – che vorresti il tempo si fermasse almeno un po’. Poi il tempo non si ferma e anzi diventa il quarto compagno nel tragitto fino alla stazione, fischia quando il treno sta per partire, strizza l’occhio anche lui quando stai per andare. Però, chissà com’è, ti senti addosso un sorriso da cartone animato e nei didentri come se avessi assaporato una pillola di bellezza, mentre il tempo, lui, ti siede accanto scorrendo sulle rotaie e poi in auto e poi su strade che ricordi appena, tra altri volti, si infila in un panino al volo, e va avanti a tempo di jazz.


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E non la sputò, ma neanche la ingoiò, perché lui fa cose così e spesso non ci sono parole: solo il sorriso e il mare.

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* Il titolo è rubato dal libro di Arianna Papini, età consigliata 5 anni. Mi sa che dovrei leggerlo subito.