Quei giorni

20 maggio 2015


Che c’è tanta gente, tanta gente, tanta gente, tanta gente, tanta gente,
ma tanta.
E poi basta,
non c’è più nessuno.

Ea, energia di attivazione

27 febbraio 2015

Enzima Purine_Nucleoside_Phosphorylase


Stereospeicificità di un uomo,
un uomo che veda
i mille spilli negli occhi,
gli occhi;
che senta,
come nessuno ha sentito mai
che sappia della psiche
– basale, spinosa, granulosa, cornea –
stratificata come tessuto tegumentario,
vascolarizzata dall’anima,
paure come radicali liberi,
intrappolate in vescicole sinoviali;
un uomo,
come un enzima specifico
con il suo substrato,
come molecole attivatrici di processi mai visti,
dimenticati,
denigrati,
misconosciuti,
condividere e inventare strategie catalitiche,
ridere Bi-Bi random.


Poi a un certo punto smetto di studiare anatomia; promesso, forse.

Toni, Thony e toni

11 dicembre 2014


Dopo un dialogo pragmatico con la coscienza cheratinosa e un sogno in struttura quaternaria in cui sfoggiavo una lunga chioma in stile fidanzatina di Capitan Harlock, individuata la foggia a cui protendere, munita di tre santini stampati in bianco e nero – foglio A4 – dell’acconciatura nell’iconografia suggeritami dalla prode È., mezz’ora di passi lunghi (gambe corte) dopo, ero all’officina dei capelli capitanata da Toni con la testa reclinata tra le mani di una brava shampista.
Seguiranno dialoghi surreali.
Per non sottrarre energie alla crescita dell’io sperimento l’haircut. Perché a quanto pare la ricerca passa anche attraverso queste sacrosante minchiate.
Poi sono andata a vedere Giselle, ma questa è un’altra storia.


Anna ha capito di essere troppo arrabbiata.
E lisa era preoccupata.
Anna è rimasta lì un momento, due momenti e poi al terzo momento si è tirata su; luci pallide in una strada buia, niente telefono, un dolore strano, lungo, come un punto interrogativo che percorreva l’intera gamba. lisa la guardava stranita in quella sua posizione da stambecco e si chiedeva se ci fossero sguardi dietro alcune delle finestre illuminate, mentre se ne fotteva per noncuranza della noncuranza. Gamba e ginocchio arrivano in soccorso ricomponendo lentamente un equilibrio instabile. Movimento impastato, il tacco emana un suono che è un ingorgo, il tacco è vuoto e dà il rumore al passo come dell’eco di un dolore sordo e misconosciuto.
Nessuno è ovunque, ti dorme accanto, ti ruba qualche scena nei sogni, ti inganna, ti mette in bacheca e ti dice ti amo e non ti vede e non ti sente neanche quando ti fa l’amore.
Nessuno è così: o prendere o lasciare.
Se lasci è come prima anche se è peggio all’uguale. Qualche riga chiusa bolle nel cassetto etichetta “previsioni”: quelle che quando s’avverano ti senti un genio e desidereresti – in un condizionale arlecchino – essere parecchio più cretina, mentre ti fai una ragione del fatto che sei nel mezzo, nel mucchio umano, ti si vede solo il naso.
Il bene non esiste, non dove si vanta amore che fa il rumore di un tacco vuoto e ti lascia a terra per capire.
Anna ha preso lisa e sono andate via.
Avevano freddo insieme, si sono tuffate insieme, si sono presentate insieme come entità biologia unica in cuffia ed occhialini. Poi l’istruttore ha cominciato a dare indicazioni solo ad Anna: “Anna, piedi a martello! Anna, respira quando dai lo slancio con le braccia!”
lisa è rimasta a bordo piscina. Sentivo che voleva rientrarmi dalla bocca al primo respiro ampio abbastanza e ora è qui con me a studiare i modi di un respiro ancora più ampio.
Poi, appena smetto di essere bina, dovrò cercare un calzolaio.

tempo-thumb


Ci vuole tempo per uno sanbajon vellutato, per una maionese che non impazzisca, per la panna montata bene o una crema di fave che faccia del sesso palatiale completo con le cicorie.
Ci vuole tempo per trovare un lavoro decente o ottenere un trasferimento se non hai le spalle abbastanza coperte da raccomandazioni sottocoperta; ci vuole tempo per passarci in mezzo e capire come non rimanere schiacciati.
Ci vuole tempo per imparare il bene e forse ancora di più per imparare il male.
I pacchetti di tempo non riportano data di scadenza sui coperchi che non hanno e capita di vivere in bolle di latenza, mentre ci si concede ancora tempo, perché ci vuole tempo: e quel tempo è già finito.
Ma mentre si aspetta lo scorrere lineare delle lancette mentali fino a infinito, è meglio far qualcosa, escogitare un modo per trasformare i detriti in una comprensione accesa di notte ed anche di giorno, come le luci delle motociclette.
Lo strenuo rifiuto uccide tutto. Tranne il rifiuto e la comprensione della fine di tutto.
Ci vuole tempo per sentire e capire i suggerimenti dei sogni, ma il tempo dei sogni non finisce mai.
E mai significa mai, sempre.

Un possesso con pochi spigoli.


A mezzanotte invece di perdere la scarpetta perdo la pazienza. Frise senz’acqua ingoiate intere, certe precisazioni. Le lascio nel piatto e le mando indietro.
Italo mi ha regalato duecentocinquanta puntiwow.
La mater consolatio non riesce a inventarsi niente di meglio se non inviarmi il copia incolla di un mio messaggio nel quale afferma poetica di rifugiarsi quando è giù. Quindi per me è come essere sottoposta a una sega consolatoria: mi rileggo. Niente di nuovo da dire.
Facebook è un fioccare indotto di auguri, ma non mi arrabbio, è piacevole e penso a Freddy Mercury.
Gatta mi guarda strano, poi si piazza sulla pancia come fossi la sua chaise lounge e mi fissa nelle palle degli occhi mentre il suo piccolo generatore di fusa va.
Mr. Cì boccia la mia idea di torta surrogata in un quadrotto di tofu infilata d’incenso a mo’ di candelina.
Mr. Cì mi fa ridere.
Tanti auguri ammé, tanti auguri ammé.
Tanto sono nata alle 18:00: è ancora presto.

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I bagni chimici fanno odore di marsiglia e hanno come degli alberi di Natale che sporgono in sopraelevazione plastica tra delle montagne appuntite col mare sotto… tutto blu e le scritte Augh sfondo giallo:
– disotturazione rete fognaria
– spurgo pozzi e fosse fisiologiche
– rifiuti solidi, liquidi e polveri a 360°
Polveri a 360°? Boh.
La voce di Neil Young è sempre uguale quarant’anni dopo, ma è un ritardatario e poi ha piovuto tanto, ma ha anche smesso tanto e tutti col naso all’insú per capire se strizzare i k-way o aspettare ancora un po’.
Il vino è in bicchieri usa e getta come certi entusiasmi pallidi vestiti strani o i capelli lunghi sporchi.
I giovanigiovani raschiano il passato e lo fotografano per facebook.
Accendi la candela e dimmi buona sera.
Chissà che avventura arrivare al parcheggio.