Tizio

21 settembre 2011


Tizio è uno che veste il suo Mr. Hyde con t-shirt cotone bruciato e jeans-maschio-colto, abbinando giacca fibra di lino tono su tono. In pubblico dà poco spazio al suo dottor Jekyll, demorderebbe sul fronte della carica sessuale; si stropiccia occhi e fronte con noncuranza spicciola per dare scena alla platealità del sé.
Tizio è uno che porta la fede alternativa su un dito alternativo della mano giusta, uno che se cammini con l’andatura studiata, la mise azzeccata e lo sguardo di sfida, è probabile che non disdegni un accoppiamento basico.
E’ un anticlericale intellighente dalle dita un po’ corte e la fronte prepotentemente alta, occhi tumidi o fluorescenti. Del fallo la cultura renda nuove vestigia.
Tizio per sé non vuole la periferia, ma solo il centro. Il centro di tutto. E – non so – solo quello, di tutto?
“Dammi un figlio”. Donna glielo pretese, lui lo chiese, lui lo prese?
Tizio sarebbe in un altro girone se questo fosse un purgatorio, più in alto del mio, più vicino a Dio. Ma dio non è solo nell’alto dei cieli.