Mormorismo

27 settembre 2010

“Bene, signorina… allora, mi dica… Da quanto tempo è che si ostina a compiere gli anni?”
“Eh, ormai questo è il trentottesimo anno che ci casco. E, senta, la cosa più assurda sa qual’è? Che manco so guidare la motoretta.”
“Progetti per il futuro?”
“Di che parla, scusi?”
“Le chiedo se ha idea di cosa farà in futuro.”
“In futuro coniugherò i verbi per parlare di cose che non mi riguardano: è una questione di comunicazione, ché sennò mica è detto che ci si capisca. Vuole che gliene coniughi uno a caso? Conosco un alfabumerico avveniristico segretissimo: unirò, duerò, trillerò… ”
“Ma la sua vita privata? Marito, figli… non ne vuole?”
“Perché, mi vuol regalare i suoi? Non ci provi neanche. E poi no, io sono innamorata del Buddha, Siddhartha, sa, da un paio di giorni, da sabato scorso a mezzogiorno per l’esattezza e poi mi sto esercitando per diventare una brava cronopios e i cronopios non fanno figli.”
(Ma io mi domando e dico com’è che nessuno ci pensa mai che sì, la ruota è fondamentale, ma senza pedali una bicicletta diventa scomodissima?)
“Mi scusi, ma adesso devo andare a comprare dei tubetti di dentifricio da spremere alla finestra per far volare i festoni colorati: c’è tanto vento, è il clima ideale. Ma lei ce l’ha una tartaruga?”
“… No.”
“Ecco, lo sapevo.”

Il Fiore e il Cronopio

Un cronopio si imbatte in un fiore che se ne stava solo nei prati. Sta per coglierlo brutalmente, ma pensa che è un’inutile crudeltà e si mette in ginocchio accanto a lui e gioca allegramente con il fiore, ecco: gli accarezza i petali, gli soffia sopra perché balli, ronza come un’ape, ne aspira il profumo e infine si corica sotto il fiore e si addormenta immerso in una grande pace. Il fiore pensa: “E’ come un fiore”.

Tartarughe e Cronopios

Che le tartarughe siano grandi ammiratrici della velocità è cosa del tutto naturale.
Le speranze lo sanno, e se ne infischiano.
I famas lo sanno, e ne ridono.
I cronopios lo sanno e ogni volta che incontrano una tartaruga tirano fuori i gessetti colorati e sulla curva lavagna della tartaruga disegnano una rondine.

(Storie di cronopios e di famas, Julio Cortázar)

Eppi birtdèi tu miiiiiiiiiiii

Eri piccola, piccola co-sì

27 settembre 2009


E’ lì che… Eliche.
Così, pensavo alle metamorfosi; all’improvviso un’immagine in una stanza del cervello. Mi chiedevo se cambino prima le persone o le cose ed in risposta alla domanda, ho visto Metamorfosi che apriva la porta a Uomo con un sorriso da portiere galante dicendogli: Prego, si accomodi nella mia stanza senza pareti; Cose Cambiate la seguiranno.
Poi ho pensato: Anche a testa in giù, sempre trentasette sono. Gli anni. Che ho. Da oggi  :-)