Il declivio della stupidità profonda non riesco a commentarlo: trovo più accoglienti mille baci morbidi indiscussi, fusione e sovrapposizione di generi, anche senza il dito medio alzato alla grammatica inglese asservita all’idiozia su monolite.

Nebbia

14 novembre 2015


In silenzio urla
la gratuità dell’uccisione
C’est la ouate

TG Pop

11 marzo 2015


Ultime notizie.
Dopo la Cassazione si attende la pronuncia del Vaticano. Al cavaliere manca solo la beatificazione. Prevista l’ostensione di una delle sue cravatte accanto alla sindone.

(Riassunto per agevolare la comprensione: c’era una volta un festival di un giornale che ho imparato ad amare, e c’era una volta un palco con un presentatore che introduceva quattro uomini assediolati, pronti a disquisire di mafia e suoi derivati, e poi spariva. E c’era una volta una signorina fucsia con una forma – fastidiosa, forse – di allergia all’agglutinamento poco sincero dell’ego)


Men. Uomini sul palco: un presentatore, un siciliano, un calabrese, un romano; un inglese.
Women? Per le donne pregasi tornare a casa, accasciarsi sul divano, cercare uno show e individuare le differenze tra i culi delle vallette; (sorridi). Oppure aspettare una conversazione di nicchia che riguardi la pappa buona politically correct o i pragmatici intenti di una scrittrice introspettiva. In ogni caso, osservare la platea.
H2O. Sul palco non mancano schizzi di verba volant liquidorum, fenomeno meglio noto come “scoperta dell’acqua calda”.
Lo sguardo dello straniero. Lui parla asciutto, scandisce le parole, ne conosce la pronuncia, enuncia lucidi concetti che puoi osservare in controluce, con quella serafica calma che si accompagna all’accuratezza dell’analisi defronzolata dagli inutili resti. Un’immediatezza inconsueta a fronte dell’italiana plateale espansa ridondanza mimica e sottolineatura; ti perdi nei meandri dell’autocelebrazione e cerchi una bussola nel marasma verbale; olio di colza.
Ma che daverodavero dovrei credere che quella che è stata la prova generale di una simulazione di staffetta venuta male, sia una fase storica coi controcazzi, una transizione tra Andreottismo e Berlusconismo? O parlare con le parole del papa? Il Bene e il Male? Lo Stato è laico. E la giustizia anche. Quando esistono.
Non credo neanche nella diagnosi di schizofrenia approntata per San Michele Arcangelo, protettore della ‘ndrangheta e patrono della polizia: la attribuirei piuttosto a certe letture fenomenologiche personalizzate e/o strumentalizzate. Non c’è da stupirsi che San Michele Arcangelo si faccia in due, confuso da un crogiolo di contraddizioni, un vaso di Pandora in rame da cui puoi tirar fuori teste di legno e cuori di stagno, cuori di Gesù e santini, santoni e pentiti e rosari infilati di perline di silenzi e connivenze transgender.
Scesi dal palco, l’inglese svanisce, gli altri stazionano nei pressi; la gestualità si è cristallizza in espressioni informi, i personaggi si sciolgono come meduse al sole in persone la cui consistenza è tristemente riassunta nella stretta di una mano.
Cerco i luoghi della fiducia, mentre mi chiedo se io stessa potrei esserne degna.

Zuppa e pan bagnato

7 ottobre 2014


Potremmo provare a far fare il Papa a Renzi e il Presidente del Consiglio al Papa.
Eh?

Il vangelo secondo Matteo

9 dicembre 2013

Nuovi orizzonti liturgici si prospettano per il PD.
Ma il papa a Renzi ha già telefonato?

Cicli del fosforo

30 novembre 2013


Se papi B. sapesse che da qualche parte qualcuno ragiona sulla credibilità o meno dell’evenienza che il sildenafil, inibitore della fosfodiesterasi (fosfo che!?), oltre che come principio attivo della pillola blu erettiva possa essere usato per rendere più rigogliosi i bonsai, magari gli si potrebbe accendere una di quelle piccole lucette di lettura sulla pagina “ironia della vita” e ingoierebbe tutti e due i soprattacchi.

Maschere

3 ottobre 2013

Gli occhi del Berlusca diventano sempre più piccoli, buchi scuri sempre meno percettibili di una maschera giallognola poggiata su una sagoma indistinta. Tante parole solo per dar vita a ‘sì strani pupazzi.

Soppressata

13 settembre 2013

Riforme o reflussi esofagei.

Purceddu
Soppressate

«Nessuno può salvarti tranne te stesso. Ti metteranno più volte in situazioni quasi impossibili. Cercheranno più volte con i sotterfugi, la finzione e la forza di costringerti a sottometterti, ad arrenderti o a morire in silenzio dentro di te. Ma non farlo, non farlo. Non è una guerra facile da vincere, ma se ce n’è una degna di essere vinta, questa sicuramente lo è. Nessuno può salvarti tranne te stesso, e tu sei degno di essere salvato.»
(Charles Bukowski citato da Brezsny citato dalla Spoah – che sono io – per consolarsi.)

In preda a un’ormai incontrollata frenesia orgiastica di basso profilo, ordine temporale dello Stato ed ordine spirituale della Chiesa cattolica partoriscono piccoli mostri. Alien gli fa un baffo e non esistono più i barbieri di una volta.