Cosa siamo, se non un ammasso di cellule non sempre ben assemblate. Parenti stretti di esseri che si sono evoluti ma che per correre oltre i limiti si stanno autodistruggendo.
Ormai tutti sistemati sugli scaffali in una predeterminata posizione come libri bianchi in cui è scritta solo la prefazione, ma già raccolti, secondo stereotipi, per argomento.
Io voglio essere collocato nella sezione Vario genere vicino a un libro che mi appassiona da morire, perché è fuori dagli schemi e ha una elasticità concettuale che mi stupisce continuamente.
Quel libro sei tu amore mio.

Di mio qui c’è solo metà del titolo e l’autorizzazione a pubblicare.

Annunci

Titanio

7 ottobre 2018


Ho voglia di sbottonarti la camicia che non hai
e baciarti sul collo
Srotolare la cinta che non hai a liberare i pantaloni che ricordo
per accarezzarti piano
Vedere scarpe che non hai, sfilate veloci, danzare disallineate fino a quel pezzettino di parquet su cui si ammucchierà tutto il resto
e stare su di te respiro dopo respiro
assaggiarti la bocca
giocare con la lingua
starti così attaccata che
i confini danno le dimissioni per fare largo a quel punto di fusione che a volte si sperimenta facendo l’amore

Trote nel Nilo

28 aprile 2018


Leccare il profumo
scopare le mani
sniffare i pensieri
segreti nei piedi
sfidare la mente
bagnare le idee
Sentire i suoni col naso,
i sapori con gli occhi,
il mare è nella bocca
La compenetrazione puntiforme
è il vento sulla pelle


Testa tra le
(gambe)
olfatto recettivo
L’amore voleva suicidarsi legato ai binari di un treno?
No, voleva macchie di leopardo sul cuore.

Ho trovato il trucco:

7 dicembre 2017


diventare l’albero.


Il koala si attaccò all’albero delle aspettative
ma quello non faceva i frutti e non spuntavano foglie
aveva un tronco ma era cavo
e non possedeva radici nel lì ma in un altrove senza appigli
Così presto il sostegno venne meno
e il culetto del koala rimbalzò sul pavimento

Hic not nunc

3 dicembre 2017


Un sorriso deforme
che millantava gioie
secco come sterco di cavallo
volando di bocca in bocca
si posò su un cul-de-sac
e lì rimase
ad aspettare il giorno