I desideri primari

7 settembre 2017


《Incontriamoci nel bosco dopo mezzanotte per raccontarci la storia delle nostre origini, rivelando i segreti che avevamo quasi dimenticato di avere. Cantiamo le canzoni che ci emozionavano tanti anni fa quando ci siamo innamorati per la prima volta della nostra vita. La luce delle stelle brillerà sui nostri antichi volti. La fragranza della terra grassa si insinuerà nella nostra voce come la pioggia che nutre le radici degli alberi. Sentiremo la Terra girare sul suo asse e il mormorio dei ricordi futuri che ci vengono incontro. Ci prenderemo per mano, vedremo i sogni negli occhi dell’altro e ci tufferemo alla profondità necessaria per trovare tesori nascosti.》(Brezsny)
Dove a spiegare non arrivo con tanta immediatezza – la bambina in me muta a mumblare in un angolo cerca le parole e i suoni come coriandoli – arrivano le stelle, sotto il mio segno, lette da un folle. Evviva.

T. Harv Eker

20 dicembre 2015

“In ogni foresta, in ogni fattoria, in ogni orto del pianeta, quello che è sotto la terra crea quello che c’è sopra. È per questo che concentrare l’attenzione sui frutti maturi è inutile. Quelli già sugli alberi non si possono cambiare”.

Citazioni delle quali non ti aspetteresti il rimando a sembianze da Ridge canadese.
L’apparenza inganna o è ingannata, ci sono volte in cui non lo scopriremo mai.

Katechéo

31 Maggio 2015


Con l’oroscopo di Brezsny di questa settimana mi istruisco oralmente, complemento del presente e a
a futura memoria, affascinata dall’eco dei miraggi seguiti dal tonfo allegro di un genitivo astronomico che, fuori dai suoi schemi, mi indichi la costellazione cui appartiene la stella della realtà.

Amori a distanza potrebbero essere dietro l’angolo o dall’altra parte della strada. Possibilità remote stanno prendendo scorciatoie per arrivare fino a te. Orizzonti lontani e buone stelle sono più vicini del solito. È tutto un miraggio? Forse una parte sì, ma ce n’è un’altra che è molto reale. Se vuoi essere pronta a cogliere le sorprendenti opportunità che ti si offriranno, ti consiglio di essere più sincera e aperta che puoi. Metti da parte lo scetticismo. Fai capire al futuro che sei pronta a ricevere un diluvio di bellezza, verità e aiuto.

Oroscopo di Brezsny

Compiti per tutti. Se potessi appartenere a un segno diverso dal tuo, quale sceglieresti e perchè?


Pesci. Ma non potrei essere dei Pesci senza essere anche Bilancia, quindi… mmmh… Pesci con ascendente Bilancia.

Bilancia
C’è una frase che circola online: “Tutti vorrebbero trovare una soluzione magica ai loro problemi, ma si rifiutano di credere nella magia”. A giudicare dai presagi astrali, penso che la saggezza popolare di internet si applichi bene alla tua situazione attuale. Per come la vedo io, hai due scelte. Se vuoi continuare a fantasticare sulla possibilità di trovare una soluzione magica, dovrai sforzarti di credere nella magia. Se invece non riesci a costringere il tuo cervello a crederci, dovresti smettere di sperare in soluzioni magiche. Decidi tu.


Io-io? Intanto, diciamocelo, due scelte son pochine, sono una roba da pivelli principianti. Comunque. Io-io piuttosto mi sforzo di credere nella magia che tanto sta lì e se non ci credi non funziona manco per niente; proverò coi voli pindarici dentro la carta da parati, la musica dritta nel cervello attraverso le cuffie, come quando ero un’adolescente inquieta e assetata-di-boh e con buchi-di-boh che mi rendevano gruviera. Ma non mi si chieda di sperare in soluzioni magiche ai problemi, perché la magia è quella cosa che ti permette piuttosto di trasformarli, come quando l’acqua evapora o il vino è buono. Diventano imelborp, li digerisci con un burp come uno spinacio fresco verde brillante; il rutto è una risata e la cacca è profumata. La gatta è sul comò. Ambarabàcicìcocò.
Speriamo che non mi venga un’ernia cognitiva.

Nunca o mas?

6 gennaio 2014

L’unica cosa che mi disturba parecchio dell’essere economicamente ristretta come un dado glutammato è sottostare a una connessione internet con dispensione di byte che manco il primordiale modem a 54cappa. Lo odio, lo odio, lo odio. Per il resto, non mi manca nulla, non ho bisogno di niente e se sono depressa i soldi non c’entrano.
Breszny esorta le Bilance a scrivere un libro. Ed io medito di comprare una bilancia pesapersone colorata da infilare sotto il mobile posto sotto il lavello del bagno e salirci su di tanto in tanto, così, per decidere se calare di ottocento, mille grammi, milleecinque, duemila. Non ne ho mai avuta una mia, l’ho quasi sempre trovata nelle case che ho abitato in dispersione poco scenica come le muse di Capitan Harlock. Essere etereo, sebbene rompicoglioni. Ci sono, ma con basso peso specifico. Posso essere fastidiosa, ma non reco disturbo. Ordinata come una formica, inconcludente come una cicala. Soffoco eppure respiro.
Mio padre, in fondo, non ha fatto altro che sedurmi e abbandonarmi. Non ha perso tempo: mi ha dato circa cinque o sei anni e poi non andavo già più bene. Peccato che dei primi tre non ricordi granché. Me ne avanzano altri tre: un po’ pochini per vivere sereni. Comunque continuo ad odiare di più la connessione lenta dell’hotspot, più di lui. Perché un certo tipo di odio matura e diventa una specie di merda secca, puoi usarla come concime o lasciarla lì ché tanto non inquina. Forse ti diranno che no, che poi poi poi con la morte (la sua) sono cazzi. Non crederci a prescindere. Pensaci. Valuta. Considera anche che potresti pure crepare prima tu, chennesai. Ci sono pietre come highlander e highlander come pietre e sassolini nelle scarpe. Ecco, tieni pure qualche sassolino nelle scarpe dell’anima e prova a massaggiartici i piedi.
E quindi gli uomini. Gli uomini non ti sorprendono mai, mi dico. E poi mi rispondo: certo, li scegli tu e li scegli in modo che non ci siano sorprese tra i quadrati avorio ed ebano di cui conosci già le mosse: insomma, è quello che si chiama un campione statistico poco rappresentativo. Tuttavia. Tuttavia devo riconoscermi un nucleo di ingeuità che fa un po’ tenerezza, ha un’età disallineata con quella anagrafica, non sfugge ai dettagli della carta di identità che mi dà spessore in questo mondo, in questa strada, in ufficio: è l’antiologramma a seguito del quale tocca pure pagare le tasse (un fottio, nella fattispecie).
E quindi gli uomini: quando dò loro fiducia non ci credono, la rivendicano e finiscono per tradire la mia. Lo schema si ripete. E’ sempre la stessa onda che si rifrange e più il tempo passa più mi risveglio esausta sulla riva. Ma le impronte che mi ritrovo ad osservare sulla sabbia umida cambiano. Il sale è sempre più salato. Il tepore del sole sempre più amato. Le vibrisse di Velvet su per il naso sono il nuovo sudoku e Smilla continua a mancarmi.
Sono andata a vedere capitan Harlock perché ne sono sinceramente innamorata, adesso lo so per certo. Veh. E’ evidente che se continuo a preferire i manga al flesh and blood non ne verrò fuori. Ma il punto è che al momento non ho altro, e quindi non vedo perché dovrei privarmene. D’altronde ne faccio un uso molto saltuario, né mi sembra la cosa rientri tra i peccati capitali, persino il papa farebbe spallucce e passerebbe senz’altro ad un altro argomento.
Capitan Harlock di Shinji Aramaki -locandina

Ezra mi ricorda molto mio fratello: fategli i capelli meno sparati in testa (vale a dire meno glam), gli occhi castano chiaro (e i capelli pure) ed è praticamente uguale. Non è in sedia a rotelle high tech perché deve aver bevuto roba magica dal santo graal quando ancora era in placenta: se i mass media rendessero pubbliche le sue avventure da redivivo probabilmente comincerebbero a fare la fila per chiedergli miracoli. Però comincio a sospettare che mi odi all’incirca nello stesso modo – sia pure per motivi molto più oscuri e frastagliati -, ma non so quanto sia pronto ad ammetterlo con la stessa franchezza e a comportarsi di conseguenza. Di mio ho frapposto chilometri di distanza ed anni luce di tristezza (Amen) e poi ho ricominciato a far finta di niente, perchè a volte così è se vi pare.
Insomma, che dirvi di Capitan Harlock.
Fico è fico e non ci sono cazzi (tutto molto platonico: è uno dei limiti dei cartoon d’infanzia della mia generazione, sui nuovi non sono aggiornata)
Le donne sono solo tre – anzi quattro, ma una non la si vede mai, se non attraverso un fiore -, ma buone. Sottili come mantidi religiose, ma più che assassine esili Giovanne D’Arco. Gli uomini sono tantissimi, burocrati guerrieri seduti che sembrano antenati di Brunetta sovradimensionati. Gli eroi sono due: si passeranno il testimone, ma rimarranno entrambi in vita.
L’originale mi piaceva di più, ma non importa.
Ops, qualcosa di là scoppietta: se non è la rivoluzione dev’essere l’uovo sovraccotto. Scusatemi…

Ah, ah, ah, ah, aaaaah!

6 Maggio 2011

(Che poi non so se si può ridere con la virgola)

Bilancia

Se avessimo la possibilità di scegliere tra cambiare la nostra vita e lasciarla così com’è, molti di noi sceglierebbero lo status quo. Tendiamo a pensare che anche se l’attuale stato di cose non ci piace, è sempre meglio che dover affrontare l’incertezza e la paura del cambiamento. Ma non credo che questa descrizione si adatti a te, Bilancia. Di tutti i segni dello zodiaco, sei quello più disposto a cambiare umore e a sperimentare nuove regole. E adesso per te è più facile del solito immaginare modi diversi di fare le cose. Approfitta di questo superpotere.
(Rob Brezsny)

Ibrido, il desiderio
amalgama, il realizzarlo
composto, quadro di panna e tempera
aggregato, l’io all’anima
miscela, il pensiero fluido
lega, duttile senza essere legata
ensemble, non so cos’è
ma
mi corazon me recuerda 

Biiiiiiiiiiiiiiiiip!

Rob Brezsny, l’astrologo di fiducia… tsk!

Nei vecchi cartoni animati Looney Tunes, Willy Coyote insegue continuamente Beep Beep, un uccello dalle lunghe zampe che preferisce correre invece di volare. Se riuscisse a prenderlo, Willy Coyote se lo mangerebbe. Ma non succede mai: l’uccello è troppo veloce e intelligente. Quando Willy pensa di averlo già in pugno, va a sbattere contro la roccia e scopre che l’ingresso della grotta è solo un disegno molto realistico. Credo che la prossima settimana avrai lo stesso potere di Beep Beep: trovare e usare porte inaccessibili agli altri.

Diottrie

10 novembre 2010

Leggi questo haiku di Mizuhara Shuoshi:

“Costretta in un vaso
la magnolia di alta montagna
sboccia e si apre”.

Ti ricorda qualcuno? Penso che riassuma bene la tua situazione attuale. Anzi, individua perfettamente la scelta migliore che potresti fare, date le circostanze. In questo momento devi tenere conto di certi limiti, dato che sei in un vaso, ma non hai motivo per non fiorire, come la magnolia di montagna.

Caro Brezsny, guarda bene: è un vasino.