Un ripostiglio al sole

20 agosto 2017


Dopo ore – fresche prima, calienti poi – dedita alle pulizie di Pasqua che qui in casa spoah si fanno anche il 20 di agosto trasformando le scansioni mansionarie ortodosse in pozzanghere di tempo in cui saltare a pie’ pari giocando a fare fessi i quadrati in cui son racchiusi i giorni del calendario i quali a loro volta sbracciano per venirne fuori e quindi segnare i ritmi a gusto loro, trafelata come dalla lettura di questo fraseggio troppo lungo, ma ormai appagata e pronta per la mia insalata con lo sgombro (pesce simbolo della repulisti appena compiuta), mi son detta: “Con uno che suona il liuto non potrei starci mai”.
Inutile cercare il filo logico: non c’è.


Scopri di più? Ormai ci vorrebbe un archeologo.
Comunque, grazie.

I dubbi del mattino


Ho ucciso una zanzara in volo schiacciandola con un applauso, un barlume di entusiasmo mi ha illuminato il volto accendendo gli occhi ancora cisposi.
(Rispetto alla circostanza di una certa continuità col sogno entomologicamente pulp, per stavolta soprassiedo, è meglio.)
Quanto sono cattiva in chilogrammi per superficie quadrata?

Notte di San Lorenzo

10 agosto 2017


Pioggia cadente.
Ogni goccia un desiderio, così siam tutti contenti.
E che nessuno si lamenti.


L’aria è ferma a contare piano gli annunciati gradi all’ombra, camminiamo trapassando il caldo con la stessa determinazione con cui Ewan McGregor attraversa il muro nella scena finale de L’uomo che fissa le capre, pilotate dalla virtù della necessità. Quale giorno migliore per trascorrere il pomeriggio all’hammam?
Con lo scrub l’unica cosa che non mi è stata grattata via è la minchioneria: è in uno strato davvero troppo profondo.
Son fortune.


gio


E fanculo al t9.

Papille

26 luglio 2017


Può una fettina di carota annaspata nel miele avere lo stesso sapore di un’ape che, peraltro, non si è mai e poi mai assaggiata?
Può.