011: il prefisso della resurrezione

29 luglio 2017


Sto leggendo Pronoia di Brezsny. Superflua ogni considerazione critica sul punto – discutibili le scelte grafiche, il font, il formato del libro, la distribuzione patchwork dei contenuti, pessima la correzione delle bozze, d’accordo -, ci trovo comunque una descrizione della quarta dimensione come la intendo io e senza l’uso di droghe psichedeliche né di alcol. Seguendo i suoi passi astrusi in quella direzione, faccio la piccola esploratrice, incurante del fatto che non sono così piccola e gli anni che mi separano dalla menopausa non sono più così tantissimissimi come quando indugiavo, adolescente, in viaggi estatici nella carta da parati della mia stanza edulcorata ma mica tanto.
Nelle pagine del Manifesto dionisiaco l’astrologo capelluto elenca casi storici di gente illuminata da rivelazioni oniriche:
Harriet Tubman nel 1894 libera trecento schiavi traendo dai sogni le informazioni per riuscirvi;
il chimico Friedrich August Kekulé von Stradibutz, grazie all’immagine onirica di un serpente che si morde la coda, giunge finalmente a scoprire che gli atomi di benzene hanno una struttura ad anello;
Robert Louis Stevenson ha l’idea per mettere, nera sul bianco, la storia di Dr. Jekyll e Mr. Hyde;
il chimico Dmitrij Mendeleev individua il sistema per la classificazione degli elementi riportato nella Tavola Periodica;
Elias Howe progetta l’ago da cucito, cosa che lo condurrà, poi, fino all’invenzione della macchina da cucire;
il biologo Otto Loewi riesce a dimostrare che la trasmissione degli impulsi nervosi avviene chimicamente e non elettricamente;
uno dei figli di Dante Alighieri ritrova la parte mancante della Divina Commedia grazie al suggerimento del padre apparsogli in sogno;
il matematico Srinivasa Ramanujan trae le sue formule dai dialoghi notturni con una dea indù;
il naturalista Louis Agassiz riesce a cesellare una lastra di pietra in modo da estrarne il fossile di un pesce mai visto prima;
Jack Nicklaus mette a punto un manico nuovo per la sua mazza da golf;
il professore inglese Coleman Barks incontra il santone dello Sri Lanka grazie al quale diventerà traduttore del poeta mistico Rumi, in sogno prima che nella vita reale.
Ce n’è abbastanza per farmi venir voglia di stimolare il frullo onirico che, di per sé, non ha neanche bisogno di grandi sollecitazioni. Devo solo ricordarmi di annotare i sogni. O registrarli imprimemendoli con la mia voce assonnata, “sporca” ma senza stile e non ancora abbastanza matura.
Così accade: la rivelazione.
Sogno un figlio di una donna lì nei paraggi, un figlio di due; diventa un gatto che si trasforma in pesce, che non vuole essere pesce; io mangio quel piccolo pesce, quasi costretta e contro voglia, ma lentamente e non tutto (chissà Freud), continuo a pensare, a cercare il modo, il tempo, chi mi possa svelare come ripristinare per lui la forma umana mentre ancora mi guarda dal piatto con il suo occhio vivo e cristallino. Nessuno mi aiuta, nel piccolo mondo antico intorno, incastonato in una specie di baita moderna dai toni caldi, nessuno pare interessato. Quando ormai il cuore mi si stringe in quella disperazione che accompagna l’ineluttabilità della rassegnazione, il pesce rotola per terra e si trasforma in un gattino meraviglioso bianco e nero, ancora con il pelo bagnato in alcuni punti per la trasformazione, lo abbraccio accarezzandolo e piangendo di gioia.
Fine del sogno. Squilla telefono.
Uno squillo strano, che non riconosco, ma che non posso dire di non conoscere. Velvet è perplessa almeno quanto me. Mi guarda, la guardo, sono ancora stordita dal sonno. Immagino, ma non credo. Mi alzo e vedo. La resuressione del cordless è compiuta. E’ lì in carica, riesumato da una delle scatole della mia vita precedente a quella precedente a questa, dall’inizio di aprile senza dare alcun segno di vita. E ora funziona. Ho le prove. La resuressione è compiuta. Se mi esercito con le prodezze oniriche, prova che ti riprova, sai mai che trovi il Santo Graal.


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6 Responses to “011: il prefisso della resurrezione”

  1. vipero Says:

    Magari nel sonno hai pure sognato di attaccare la spina?


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