Il film all’aglio 

5 luglio 2017


Espressionismo scenico esacerbato, un cruento Full Metal Jacket emotivo, senza Kubrick. Eviscerati i corpi, ma non il senso. Non c’è focus in nessuna storia, né in quella dei tanti derelitti né in quella dei due, lei e lui. Nessuna centratura. La caratura dei protagonisti li rende inappropriati: che ci fanno lì, a interpretare, lì, la storia di un amore possibile non agito?
Se fosse un quadro astratto farebbe pensare, siccome è un film vago no: fa la bottiglia di cristallo di Boemia senza messaggio dentro.
E, niente, a pranzo avevo fatto il pieno d’aglio, piacere primitivo. Vuoi mettere le melanzane grigliate con lo spicchio odoroso e mosaici di pezzemolo verde? Ho provato a stare zitta per limitare i danni, il problema è che, vuoi o non vuoi, ho l’abitudine di respirare.

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