Il buco nella rete, la rete nel buco e la metafisica dei tubi

14 giugno 2017


Provare a lasciar andare la testa leggera, nei voli pindarici, attaccata a un filo flebile flebile, sottile sottile, utile solo a ritrovare la strada quando sarà il caso di tornare indietro, alla base, da Velvet, a casa, a mischiare il riso con la verdura, frullarli, mischiare il riso e la verdura frullati con il pesce per poi annacquare tutto con un goccio di acqua e cantharis, osservare il colore della pipì di gatta virare da quel rosato antipatico al giallo paglierino, esultare e guardarla dritto dritto in quelle biglie verdi splendide così, che ogni volta rimango incantata.
Riesci a mettere una dolcezza e una bellezza così acute intercalando nella ruvidità di certi tuoi personalissimi daspo che mi sembra un peccato non metterlo nero su bianco, almeno qui. E poi lasciar fare alle sfumature, senza strattonare.

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