Estuario

23 ottobre 2016


Il cuore e il cervello facevano una passeggiata.
Sul bordo della strada da un lato scorreva il fiume, dall’altro il mare e l’aghi erano i pensieri che il cervello poggiava sui ventricoli e laghi erano i sopprassalti restituiti dal cuore.
Si tenevano la mano, palmi di grigio e di vermiglio affusolati e aggrovigliati misuravano la vita nello scandire di un evento che nella sua infinitesimale importanza aveva il fragore attutito di una cascata tutta personale.
Quella presa a tratti lasca e titubante e poi più stretta e amplificata, originava nel plesso la marea.
Il cervello e il cuore lanciarono i dadi dell’I Ching nella rete di questo XXI secolo che restituì loro il triangolo semiotico:
«l’azione delle maree può giocare un ruolo importante nell’asportazione e nella rielaborazione del sedimento.»
L’unico sogno possibile era quello tra il cielo e il mare.

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2 Responses to “Estuario”

  1. vipero Says:

    Nessuna marea è abbastanza forte da asportare il sedimento. Per me.


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