Velocità nanoluminale: spostare la materia nel vuoto

18 agosto 2016


Voltura del contratto di fornitura del gas.
Facile.
Chiami, racconti, enumeri, propongono, infinocchiano, decidi; disponi, per quello che puoi.
Arriva il contratto scritto in micron.
Rava, fava, privacy, tabelle, firme col piglio.
Lo invii,tipo, il 27 luglio, lettera vergata, raccomandata con ricevuta di ritorno. A Roma. Che già questo ti dà i brividi: immagini un edificio enorme, il postino in motoretta, il Tevere, il raccordo anulare straripante, gli uffici con la bolla al naso.
Al 18 agosto la ricevuta di ritorno non è ancora tornata. Si chiama “di ritorno”, ma poi che ne sai? Si può sperare nel ritrovamento in bottiglia nel Po.
In compenso la prima bolletta è già bella trulla che arrivata. All’indirizzo sbagliato. Mi va bene che ancora per un po’ avrò il dono dell’ubiquità concesso ai traslocandi.


Morale: l’incoerenza e la speranza giocano un’olimpionica partita. Chi delle due vince, sarà l’ultima a morire.

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3 Responses to “Velocità nanoluminale: spostare la materia nel vuoto”

  1. vipero Says:

    Di tangenziale ce n’è giusto una, quella Est (famosa per la fantozziana scena dell’autobus).
    Per tutto il resto c’è il raccordo.


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