Qui, però altrove

7 luglio 2016


Scrittura efficace come un interrogatorio serrato e – come gli stessi – quasi emozionalmente neutra, la Gallego descrive le dinamiche di certa onestà blanda delineando profili che posso dire di riconoscere, calati nella realtà di tutti i giorni. Le relazioni come partita doppia di favori reciproci, le gare del potere spiccio e di poco conto e le cadute di responsabilità connotano gli ambienti più diversi; i luoghi della Giustizia, evidentemente non sono esclusi. La superficialità del sensazionalismo della stampa è ben resa. Il racconto sembra un po’ sopra le righe, cronaca nera e un po’ di suspance da psico-thriller all’americana. Ciò che più mi rimarrà impressa è la descrizione del profilo psicologico dei ricercati e la figura del donnone appariscente che si fa portavoce del verbo clinico.
Ardese non esiste, quanto meno non in Piemonte. Ma questo lo so perché me l’ha detto una cara amica.
Continuo a preferire le linee morbide che si insinuano nel sé di Carofiglio avvalendomi del “De gustibus non disputandum est”.

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3 Responses to “Qui, però altrove”

  1. vipero Says:

    Un donnone appariscente farebbe molta impressione anche a me.
    Cerchi concentrici intorno a Carofiglio. Appena spunta lo becco.


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