Una lettera muta e due atomi di ossigeno

5 giugno 2015


Correvo per non pensare,
compravo la carne sbagliata,
una mela tagliata a metà e dimenticata nel frigo
Sembra uscita da una telenovela, con tutta la sua crocchia di parenti
che mi odiavano perché l’avevo allontanata da te,
mi volevano via dalle tue stanze,
il mio telefono fagocitato da una folla manifestante
“Avresti dovuto dirmelo”,
sorridevi
Suonavi un aerofono strano,
sistemato in un posto strano
Io ti cercavo negli occhi di qualcun altro,
ma non era il tuo sapore
Correvo, correvo
perché a volte non c’è altra soluzione
per aiutare il piccolo muscolo nel petto a riprendere il ritmo
e per non smettere di sentirsi chiamare
” ‘a maaattaaa!”

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