E one (uàn). Sotto18 (sette, quattordici, ventuno, ventotto, non è successo un quarantotto)

18 aprile 2015


Ciao, sono quella delle recensioni tardive. Per dire: il Sottodiciottofilmfestival si è tenuto dal 5 al 12 dicembre 2014 ed oggi è 18 aprile 2015, però posso condividere con l’etere il conforto di essere sopravvisuta a un venerdìdiciasette e ciò nonostante l’incipit augurale in pompa magna di un carabiniere blasonatofacciapulitacappelloproattivo: “Arriverderci, buon venerdì 17.” E’ stato così che mi sono accorta di essere infilata a pie’ pari in u-n’uovo venerdì diciassette, lavato via con acqua e cloro a fine giornata.
E quindi.
Nel volantino del Sottodiciotto campeggia una bimba sorridente con quell’alternanza (brutta ma buona) di denti da latte e mozziconi di futuri denti adulti. Ma. Non fatevi trarre in inganno e tenete la Pimpa a pois in voi un po’ al guinzaglio, perché non è escluso il colpo di scena.

Yellowbird è stato la mia colazione cinefila.
Yellowbird di Christian De Vita
Sembra disegnato da un Edward Hopper iperrealista con i colori puliti e luminosissimi dei preraffaelliti. Ho smesso di pensare in godimento pluricellulare della vitalità variopinta che tuttavia a malapena è riuscita ad attenuare quella specie di calcio nello stomaco che è stato film a seguire.
Respire di Mélanie Laurent
Respire è l’angoscia di giorni col cielo né azzurro, né plumbeo, né grigio condensata in fotogrammi e dialoghi: la pillola non è né blu né rossa, ma di un biancobigio che non si può facilmente sovrascrivere.
A meno che. A meno che non rimani a vedere il film successivo, lasci che ti aprano un’altra porta sullo schermo e aspetti di scoprire cosa c’è al di là di quello.
Vivir es facil con los ojos cerrados di David Trueba
Al di là c’era un film spettacolare, una commedia poetica calibrata come poche sulle note di Metheny. E mi sono innamorata di Javier Cámara.

Last and least, mentre mi chiedevo chi fosse Zach Braff e cosa Scrubs, Ceci in visita a Torino che si avvitava i ricci sulla poltroncina accanto alla mia, il film è cominciato.
Wish I was here di Zach Braff
Mah, ecco, se avete un televisore, per questo film, se proprio proprio, basta quello.

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2 Responses to “E one (uàn). Sotto18 (sette, quattordici, ventuno, ventotto, non è successo un quarantotto)”

  1. Lungidame Says:

    Ho deciso. Vivir es facil me lo vedo. Sia per Pat Metheny, sia perché è calibrata come poche.


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