Il familiare “lubb-dupp”

19 marzo 2015


Il cuore che legge di sé e si osserva nelle figure colorate di un libro di fisiologia sembra un gatto al cospetto della propria immagine riflessa nello specchio. Si spalancano i ventricoli, pausa, atri, pausa, accelera, paura “Io sono quello? Così piccolo, così potente?” Angoscia. “Sono solo.” Lubb-dupp, lubb-dupp, lubb-dupp, ed altri rumori impercettibili. Respira, lubb-dubb; riconosce sé stesso, lubb-dupp; è circondato da tanti, lubb-dupp. È in colloquio con l’ipotalamo, lubb-dubb. Hanno riaccordato il ritmo, lubb-dupp… lubb-dupp.

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15 Responses to “Il familiare “lubb-dupp””

  1. ysingrinus Says:

    Per fortuna il cuore si riaccorda con l’ipotalamo.

  2. vipero Says:

    Lubb-dubb me l’immagino mentre respira in un sacchetto


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