Monopsonio o nosocomio d’amore

21 febbraio 2015


Merda. Sognata di notte, pestata l’indomani. Se la chiamo “cacca”, letta al contrario è una lettera muta con un atomo di carbonio. Ma se la chiamo “merda” potrei aver sognato un anagramma, divenuto solido e fattosi materia. (Per quella pestata ho infilato la scarpa in una pozzanghera: meteorologia provvidenziale.)
La verità è che una parte di noi sa già tutto e ci precede, se riuscissimo a scorgerla forse ce ne innamoreremmo.

《A me interessa vedere fino a che punto l’elemento incosciente è cristallizzato in un gesto automatico, altamente stupido. […] È nei dettagli che per me i personaggi sono importanti […] le parti secondarie sono proprio le più importanti, molto più importanti di quelle importanti.[…]
Probabilmente un errore non è un errore, semplicemente è qualcosa di sconosciuto, e bisogna seguirne la pista.》(Cit. Alan Pauls)

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