Natale, apostrofo rosso per un giorno come gli altri

25 dicembre 2014


Woody, legno di faggio
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Emma Stone potrebbe essere stata catapultata fuori attraverso gli occhi da un’immagine 3D di Ray Caesar deanfetaminizzato: The trouble with Angels è risolto.
La scena del percorso in macchina sembra un cameo ai film anni sessanta o uno dei giochi a rimandi di Truffaut o niente di tutto questo e mi si è solo aperta la porticina di Fantàsia.
L’iperrealismo surrealista borghese di Allen – verde corallo e musica anni ’30 – è come la libertà dagli arresti domiciliari da una certa realtà, così:
Gian Carlo-Calma, Arresti-domiciliariFreud riemerso dalle sue teorie e riapparso dall’aldilà per intonare una più briosa Forever Young degli Alphaville. Ecco, sì… una cosa del genere, con riadattamenti made in Manhattan.

Sapendo di mentina
Gone Girl -L'amore bugiardo- di David Fincher - Locandina
David Fincher con Fight Club è riuscito a fare un lavoro magistrale, ed è stata la mia prima volta: la prima volta che un film tratto da un libro non impallidisse miseramente, ai miei occhi, al cospetto delle pagine ispiratrici.
Stavolta del libro non sapevo nulla, né sapevo che il regista fosse Fincher e neanche che il film fosse tratto da un libro. Sì, sapevo di essere al cinema, che la proiezione sarebbe stata in lingua originale, di aver sete e mi sono anche resa presto conto di essermi dimenticata del piccolo difettuccio di diottrie che mi attanaglia dagli anni tre. Mi son fatta talpa, ho posato la mia ciotola gigante ormai vuota dell’insalata happyvintage che mi trascinavo dietro dalla mattina, mi sono spostata qualche fila più avanti. Finché non è apparso Grande Mento Sporgente.
Grande Mento Sporgente conosce Rosamunda che scrive delle robe tipo Mio Mini Pony, dove il pony è però una fanciullina, rappresentazione di sé stessa in salsa rosa e cottillon. Rosamunda ha genitori tremendi che sembrano usciti da una catena di montaggio di robot approntata dai Visitors.
La storia va avanti così, come un fuco, detto anche pecchione, che non riesce a fecondare.
A un certo punto mi sono detta: Se di un film si tratta – e di un film si tratta -, allora è troppo lungo.
Ibernato il rapporto di coppia in una vita matrimoniale gelida, alla fine lei rimane incinta non si sa come, si presume di chi, ma non si capisce perché e per quanto ne sappiamo potrebbe partorire un Alien.
Per i dettagli, vi rimando al post di Poison. A quanto pare siamo uscite dal cinema con la stessa idea in mente, ovvero: se mai un avvocato dovrà esserci nella mia vita, voglio Tanner Bolt.
(Un sticazzi all’unisono)

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3 Responses to “Natale, apostrofo rosso per un giorno come gli altri”

  1. vipero Says:

    Buon Anno, io andrò a vedere Big Hero.
    Credo.


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