Sazietà semantica

1 giugno 2014


Quel tempo in cui c’erano nastri da avvolgere e da smagnetizzare torna sulle note, il dito su un tasto play dal clic secco come questa mattina di cirri di peli e polvere spazzati via. Il mood, i modi e i tempi delle pulizie seguono la successione delle cassette, pallidi come il sole, brevi movimenti delle anche e cortometraggi canori, due passi di danza con Velvet per convincerla a farsi tagliare le unghie e piccole cisti di immaginazione dell’anima:

Vieni a me con il tuo anello di plastica,
con la collana di perle finte,
con i tuoi cori,
i palloncini colorati che non puzzano di plastica stantia;
vieni a me con le tue incertezze,
i difetti,
le risate,
le dita colorate,
gli sforzi,
la leggerezza,
il mare dentro e i controversi sui abissi
Ed io
dopo essermi riempito di te
e dato a ciò il nome vergato di amore con caratteri scritti da sinistra,
scarno da me stesso
ti lascerò sola
e rimarrò solo.

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2 Responses to “Sazietà semantica”

  1. vipero Says:

    Buonanotte, anima mia.
    Adesso spengo la luce, e così sia.


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