Il richiamo della foresta

25 febbraio 2014


Il telefono suona sempre due volte in odore di disgrazia. E per una strana alchimia, non so a voi, ma a me succede sempre quando non sono in ufficio.
Ma non importa chi sei ed è irrilevante dove tu sia. Conta solo il legame di sangue che ti investe se tuo padre viene investito: non prima, non durante, solo immediatamente dopo. Priva del mio mantello da verbalizzante – pipistrello goffo – sono dall’altro lato: parte civile un po’ offesa senza difensore. Fisso dentro il piatto vuoto, scruto il riflesso nella ceramica liscia per capire che fare. Nella sfilata che la mente mi propone scarto ad uno ad uno i volti delle persone che mi sono più vicine la cui distanza è dilatata dai chilometri come un chewingum, ma lo stomaco non vuol parlare con nessuno, stavolta pare voglia fare tutto da solo, niente attaccapanni a cui appendere considerazioni sull’assurdo, sgomento per l’indecisione, ricerche sul sito Raynair. Sono preoccupata per me o per lui o per me perché preoccupata per lui? Cerco di misurare il mio livello di egoismo come se fossi a una pompa di benzina all’incontrario e di scuotermi dalle anestesie difensive probabilmente già innescate. Mi chiedo se avrebbe un senso partire e quale il vero senso del rimanere, chiusa nella mia botola di considerazioni aperte. La mia faccia è in vetrina, ma non si vede il cuore; penso con l’ombelico e rido con la pancia; imparo a sillabare con gli addominali e poi mi chiedo aiuto. Mi dico Quali che siano le tue paure, non aver paura. Al di là della vetrina il mondo continua, perché così è.

2 Responses to “Il richiamo della foresta”

  1. vipero Says:

    Questa sarebbe una di quelle occasioni buone per cucirsi le dita.
    Poi penso che se pubblichi, è perché comunque dentro non ci sta, anche se il rischio è d’imbattersi nei deficienti.

    Quindi… my just 2 cents.

    Io so cosa vuol dire, purtroppo. Pago rimorsi, rimpianti e se ci fosse un modo per tornare indietro e, col senno di poi, fare le cose giuste… ma fare le cose giuste al momento giusto… eh.

    Perdonati, qualunque cosa tu decida di fare. Io so che agirai bene,.
    Ti abbraccio forte.

    • ms.spoah Says:

      Sì, dentro non ci sta tutto, sarà perché sono un po’ mingherlina. Se dici che agiró bene, mi fido: non ho voglia di continuare a camminare su letti di chiodi. Grazie per l’abbraccio: serve sempre.


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