Non posso stare ferma con le mani nelle mani

10 gennaio 2014


Inside Llewyn Davis di Joel ed Ethan Coen - locandina
Pancia prospiciente dentro un corpo giovane che funziona, barba, viso liscio porcellanato e mani da chitarrista, all’inseguimento di un gatto rosso che scappa, di divano in divano; è un film dei Coen, per definizione. A chi l’ha recensito – aggettivato sia pure in maniera altisonante – come storia di un perdente mi piacerebbe tantiSSimo chiedere: puntualmente, e-s-a-t-t-a-m-e-n-t-e, chi è che vince e chi colui che perde in questa vita? No bullshit, please. Thank you.

Blue Jasmine di Woody Allen - locandina
Cate Blanchett è bravissima e Woody Allen è Woody Allen nel tempo, nei modi e negli spazi del suo presente, volta per volta. MiPì l’ha bocciato con un’incitazione infastidita alla deposizione degli strumenti della regia per accettazione dell’intervenuto rincoglionimento e appassimento. Mr Cì l’ha seguita nelle considerazioni un po’ a ruota. Io tanto d’accordo non ero e non sono perché c’è qualcosa nella pancia che mi rimanda all’idea dell’espressione legittima e plausibile delle fasi che si avvicendano, dei momenti di transizione che rappresentano una scoperta e una capacità di adattamento, poiché immagino che invecchiare riflettendoci su non è roba che si impara nei manuali e se mi è consentito vivere ai margini dell’esistenza recluso/a in casa di cura non vedo perché non debba poterlo fare all’interno del mio schema creativo anche se tu, spettatore, non riuscirai più a specchiartici. Insomma, per lo più sono propensa alla libera espressione dei sensi anche quando i risultati non sono o possono non sembrare eccellenti: rinchiusa nell’autenticità c’è comunque sempre una grande o piccola perla.

Drinking buddies di Joe Swanberg -  locandina
E se mi fossi ritrovata a lavorare in un birrificio artigianale? Ecco, sarei stata sconclusionata come già sono, ma più brilla; non fica come la protagonista, ma circa uguale per il resto, tanto le inibizioni vanno via col piscio che sarebbe sicuramente persino più copioso del mio abituale. D’altronde nel mio frigo a vuoto spinto parasimpatico la birra non manca quasi mai: preferibilmente rossa o ambrata doppio malto, amante segreta svelata ai più. Un… due… tre, stella (glu-glu).

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12 Responses to “Non posso stare ferma con le mani nelle mani”

  1. Dantès Says:

    anch’io posso specchiarticivicisimi. infatti mi piacque

  2. vipero Says:

    Io devo ancora andare a vedere Planes, Cattivissimo me 2 e Piovono polpette 2…

  3. vipero Says:

    Ieri ho visto un po’ di Cloud Atlas.
    M’è sembrato un mix tra i Sopravvisuti, con Charlton Eston, ed il Pianeta delle Scimmie, sempre con Charlton.
    M’era venuto in mente anche qualcos’altro, retaggio della mia penosa cultura cinematografica, ma s’è volatilizzato appena chiusi gli occhi… o riaperti, che la differenza è impercettibile.


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