Dietro i candelabri candele di cera

8 gennaio 2014

Dietro i candelabri di Steven Soderbergh - locandina italiana

Michael Douglas è della Bilancia il che in parte mi affranca dal dover condividere il segno con Arco re(o) dei mausolei Capellodicera. Bisogna sapersi accontentare e riporre fulgidi guizzi di sconsideratezza dell’io dove capita. Prosit.
Del film ho trascorso – supponendo di dividerlo come una torta di compleanno per una festa che preveda la partecipazione di soli tre invitati più la festeggiata – il primo quarto in sommaria tranquillità, il secondo quarto nel sentore dell’inquietudine prospiciente, il terzo quarto mezza affogata nell’inquietudine, l’ultimo quarto a dirmi Embeh, vedi che tutto sommato la morte è la parte più tranquilla.
Al secondo quarto quello seduto due poltrone più in là alla mia destra, accompagnato con una capellocortononabbastanzasfumatoperbermela, s’è alzato in tutta la sua levatura sabauda un po’ lignea e pronunciando le testuali “Questo film mi disturba” è andato via trascinandosi dietro lei come fosse uno strascico.
Che sia l’omosessualità in sé che possa disturbare mi pare strano; che mi paia strano può sembrare quanto meno ingenuo in effetti, tanto più che Mr. Cì continuava a proporre come elemento propulsore della reazione del sabaudo accompagnato le esplicite scene di sesso e sfido chiunque a trovare scene di sesso nel film. Se invece metti insieme tutto, dallo scintillio ai lifting Barbie style, dai cagnetti alle compagnie, dai soldi alla mamma vincente alla slot machine, dalla mamma vincente alla slot machine agli anelli in cambio di pillole, dalle pillole ai tanga, dai tanga alle carezze, dalle carezze alle discoteche hard, dalle discoteche hard alle separazioni, allora sì, può succedere che ci si senta un po’ come se si stesse ingoiando cera calda brillantinata. Roba che se ti succede fuori da un cinema magari devi mandar giù e sorridere a bocca larga per esclamare Mmmh, buona! e non tutti siamo dotati di sufficiente pelo sullo stomaco da accettarci nelle nostre quotidiane o saltuarie performance di ipocrisia. Eppure nessuno è perfetto.
Comunque, m’è venuta un’idea.
Proporrei un unico film in cui vediamo Michael Douglas destreggiarsi in più ruoli contemporaneamente: il film comincia con il protagonista che litiga vorticosamente con la moglie la quale alla fine cade dal lampadario di casa e muore stecchita sicché poi lui va via in auto verso nuove avventure ma disgraziatamente rimane intrappolato nel traffico di Los Angeles e dà di matto; per decidere quale percorso intraprendere – se seguire la vena di follia fino in fondo o redimersi per tornare a fare il poliziotto a San Francisco – si confida con il fratello gemello, pianista VIP ricco e segretamente, ma felicemente omosessuale. Farei finire tutto a tarallucci e vino a Las Vegas: c’ho un’anima pugliese.

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6 Responses to “Dietro i candelabri candele di cera”

  1. Dantès Says:

    se qualcuno fa quel film lì, io vado a vederlo


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