Prima di tutto, nonostante tutto (Il senso di marcia è direttamente e proporzionalmente inverso al senso di marcio?)

2 novembre 2013


Sono più le volte in cui parto che quelle in cui resto e più le volte in cui resto di quelle in cui parto.
Dal 16 settembre ad oggi ho cambiato ufficio, lavoro, casa, città, persone, percorsi, numeri, computer e programmi applicativi, imballaggi da trasloco, chiavi, malesseri e infusi di piccole gioie ed entusiasmi, parte delle dinamiche esistenziali, mezzi di trasporto, ferro da stiro e lavatrice, piano, strade, profumo, bollette… Velvet è ancora nell’altra vita e non ho idea di cosa stia smiagolando nei suoi pensieri felini, forse lo scoprirò tra stasera e domani e chissà le sue vibrisse; i miei circa ricci spesso sono più ricci e a volte si acconciano in strane onde retrò e si fa strada, curioso e prorompente, ogniqualvolta svolto a destra su quel corso lungo come la via lattea, il desiderio di sperimentarmi nella discesa da una scala mobile che sale: dovrei scendere molto molto in fretta per arrivare, nonostante tutto.

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2 Responses to “Prima di tutto, nonostante tutto (Il senso di marcia è direttamente e proporzionalmente inverso al senso di marcio?)”

  1. vipero Says:

    l’importante è ricordarsi dei fondamentali: de venere e de marte nun se ariva e nun se parte.


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