Sala-bim!

29 giugno 2013

La città in testa - Napagu


Passeggiata lenta in una città che non conosco, passo tranquillo tra le fughe o le andature lente degli altri corpi parlanti; clochard per terra, ne vedi uno, ce ne sono tre, coperte lerce e unghia gialle di dita che fumano cicche. Estranea, se sento il mio nome non è me che chiamano; alcuni sguardi si perdono, altri si incrociano in curiosa e silenziosa esplorazione metalinguistica. Portici, stucchi, saracinesche basse, portoni che si aprono su giardini nascosti annunciati da targhe di ottone; storpi alti, carrozzelle a motore e dignità incazzata, strabismo su un uscio e uno strano gobbo di Notre Dame a scardinare la porta su un altro. Accenti misconosciuti, cervelli sparecchiati e parrucchieri cinesi che We speak english; bar, mosaici di pizzette e pensare di giocare alle biglie con le olive; birra e musica nella piazza un po’ freak della stazione, l’est frullato con l’ovest e messo al centro di un ritmo biologico. Faccio cin con acqua frizzante chiedendomi se davvero poi abiteró anche qui e se sentirò addosso un certo tipo di solitudine, come una seconda pelle prima dell’ennesimo ricambio cellulare, quello senza sim.

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