Psicobramosia psichedelica di vacanze

6 giugno 2013


Dovrei essere già in auto, destinazione culonia fritta e invece son qui a calcare sui tasti di questa tastiera anni ’80.
Troverò davanti all’inferriata posta davanti a quelle ragnatele poste davanti alla porta in anticorodal il signore fastidiansioso, che non basta essere calmi e disponibili per acquietarlo, prima o poi diventa molesto come una zanzara e devi fargli di no col dito della voce quando la alzi di qualche decibel, per far capire che forse è il caso di non rompere troppo i coglioni, se non altro perché mancano tutti i presupposti fondamentali per farlo.
Detto questo, occhi stropicciati, naso che cola, angoli delle labbra disidratati, i sintomi del raffreddore alabardico spaziale ci sono tutti. E’ una lotta a suon di gocce di propoli, tea tree e bollicine di aspirina effervescente, perché per sabato mattina alle cinque devo essere sana o simil tale.
Detto questo.
Ho sognato il mare*. Di una piccola cittadina balneare in Sicilia, ragusano. Non c’era spiaggia, l’acqua limpidissima arrivava sino al lembo di strada su cui campeggiava una fila di macchine parcheggiate, alla quale si aggiunge subito la mia (che non è la mia, perché ormai una macchina mia non ce l’ho più manco nei sogni talmente mi sono abituata): non resisto al tuffo. Ma lo faccio il tuffo? Non ricordo. Ricordo l’acqua limpida, più di quella del Salento, più di quella sarda. E poi che – dopo un breve intervallo di tempo – cercavo di raggiungere la macchina, che non la trovavo più; che c’era Mr. Cì a darmi già della stordita sospirando e sorridendo; che a un tratto il mare si librava in un piccolo tsunami, tutti facevano OOOooooh e Obama sollecitava delle azioni per limitare i danni del pericolo incombente, ma nessuno lo prendeva troppo sul serio. L’auto l’avevano portata via col carro attrezzi, vai a sapere… i tizi dicevano che c’era il divieto di sosta… mica vero! Ad ogni modo la nota positiva era che per ritirarla da un posto un po’ lontano lontano che non sapevamo bene come raggiungere, mi sarebbero stati chiesti solo 20 o 30 euro. Poco mal, pensavo peggio.
Ah, ero in vacanza.
E infatti sto facendo il conto alla rovescia, per le vacanze. Ci sarà un motivo.

* Avevo scritto il male. Mi faccio paura da sola…

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6 Responses to “Psicobramosia psichedelica di vacanze”

  1. Dantès Says:

    al mare però ci vai con me. stordita!


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