Oggi (ieri)

11 marzo 2013


Guardi fuori dal finestrino di un treno lombardo che avanza rumoroso, un ragazzo in ciuffo rosso racconta della sua idiosincrasia per i computer a una giovane donna brizzolata e pensi che gli piaccia, ma ha ancora mani da bambino e mimica incerta in fervida attesa di una crescita più decisa. Ti leggi nel pensiero malinconico di una giornata che troverà leggiadria qualche passo, qualche chilometro, qualche ora più avanti pescando tra i timori interni e facendoli evaporare in necessaria consapevolezza. Ti sei risucchiata l’anima e non riesci che a sputarla in piccole chiazze colorate a matita, sfumano come un brano pop anni ’60 lasciandosi dietro un cordone incompiuto molto poco ombelicale. L’io è una sovrastruttura impacciata, si sovrappone all’autenticità che entusiasma e spaventa (chissà perché) e l’unica è la ricerca empirica, come armamentario un piccolo fagottino di te a briglie sciolte e lacci laschi da dimenticare per strada.
Oggi (oggi).
Un tuffo in piscina e il vento che soffia l’odore del bucato nel celeste.

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4 Responses to “Oggi (ieri)”

  1. vipero Says:

    ho il sospetto che se ti cimentassi nella pittura, avresti altrettanta capacità e potenza espressiva.

    • ms.spoah Says:

      Ho il sospetto che partorirei ignominie inguardabili… potrei usufruire solo di modalità espressive non catalogabili… C’è un’idea che mi frulla da un po’ a dire il vero… :o]

  2. vipero Says:

    io adoro i frullati


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