Lotto m’arzo a cielo aperto

8 marzo 2013

Ciel ouvert - Topor Ruland


120 chili di uomo anni cinquanta divisi per dieci (borderline ma compensato), mi ha fatto trovare una merendina stropicciata Vitasnella con confettura topica all’arancia. E che è e – soprattutto – perché? Perché mercoledì gli ho portato su una tazzina di caffè, piena. Ambeh, la gente è strana prima ti odia e poi mica ti ama.
Nella stanza oggetto di un contendere antico e tutt’ora attuale, inanimata dai fascicoli accatastati (perché lavorare con lentezza è meglio) ci siamo spartite, tra sorrisi stirati e inamidati, pizzette e liquidi arancioni e, io, caffè macchiato bollente, forse amaro, non l’ho capito bene. 120 chili di uomo è l’unico uomo, si offre in dono, lo stendo con una battuta secca e poco lasciva, l’odiosa ride, io mi spavento per il fiiiiiidbec (oddio).
“Vado, buon proseguimento.” Mi eclisso due stanze più in là, mi dedico per qualche attimo allo spazio siderale, ai supereroi da andare a cercare e poi scopro che fare pipì è una bella soddisfazione.

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2 Responses to “Lotto m’arzo a cielo aperto”

  1. vipero Says:

    ho 3 o 4 delle solite risposte sceme, ma tutte mi sembrano inadeguate e lievemente irrispettose. perciò puppa. a ‘sto giro ti dico solo: resisti.


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