E poi a un certo punto si muore

8 dicembre 2012

Dopo giorni a cercare le sfumature, giocare a squash allo specchio con le domande rimpallate e le risposte stranamente piazzate, dopo le biglie andate di traverso nel passato, il fumo azzurrognolo da discoteca di certo futuro, il presente indicativo, le notti insonni, gli sguardi spalancati, i desideri inespressi, il sé impraticabile che spinge per uscire, i nodi in gola, i sogni ad occhi aperti, le passioni viscerali, le doti paranormali, la lievitazione dell’io e quella dell’impasto della pizza, i malumori, le paure sfrenate, le risate sfegatate, gli occhi incrociati su cui indugiare a luuungo, più a luuuungo, perché non sarà mai stato abbastanza per riempire tutto il bene che vuoi volere; a un certo punto qualcuno muore, le immagini impresse nella mente diventano anelito, nei timpani i suoni che ricordi vivono in una nuova collocazione, quello che c’era c’è ancora eppure non più. E capisci che essere te stesso è la quinta dimensione, quella a cui non ha senso rinunciare, perchè poi, a un certo punto, si muore.

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4 Responses to “E poi a un certo punto si muore”

  1. evasoxcaso Says:

    E’ esattamente così. Purtroppo.

  2. vipero col magone Says:

    e stavolta m’hai pure commosso, ecco.


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