Oggi potrei seppure no sebbene sì

3 aprile 2012

Oggi potrei scrivere cincischiando di come il moccio si faccia vischioso e si mischi al sanguinaccio del naso rendendo fastidiosa e buffa ogni soffiata su quel prodotto da consumismo post bellico che è il fazzolettino di carta. Potrei raccontare di come sia scomodo immergersi e riemergere dall’acqua con quella costante necessità di soffiare via il raffreddore dal naso. Di come certe pillole dai prìncipi attivi ti offrano la salute come un bacio di Giuda sulla fronte dimenticando le carezze globali, per cui ti passa il raffreddore e ti viene la febbre, magari solo dalle 11:15 alle 11:35 e non saprai mai perché. Potrei consigliarti caldamente di non comprare i termometri a pile, perché le pile si consumano anche se la febbre non te la misuri quasi mai e svelarti che – ahimè! – non esistono più i termometri al mercurio, sostituiti da farlocchi surrogati ecologici dove per scorgere la lineetta blu devi cercare il giusto orientamento come si fa con le figurine tridimensionali, quelle che pare sorridano se sei spostato a destra e piangono se sei a sinistra (becere fasciste o disincantate idealiste?)
Potrei suggerirti di essere tutt’uno con quello che chiamiamo corpo, perché ha una sua voce e un suo linguaggio e di ascoltarlo se ti sussurra di andare in piscina anche se sei ridotta a galleggiante stracciatella (d’uovo) in brodo di verdura. Perchè, sì, io l’ho ascoltato. E sono stata tanto meglio. Ieri. Poi stanotte m’è venuta la tosse secca.
Però mica è detto che vinca lei.
Cough! Cough!

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8 Responses to “Oggi potrei seppure no sebbene sì”

  1. vipero Says:

    E’ l’aria. Quassù purtroppo la roba marrone ci tocca respirarla. D’altronde se per fare 365mt per portare i figli a scuola è necessario un SUV (perchè non si sa mai, metti che piove…), capirai che non c’è salvezza.

    E allora giù antibiotici a nastro. Sono diventato azionista dei produttori di amoxicillina. Ai miei tempi forse non c’era ancora, perchè a me hanno tolto le tonsille e basta. Ma adesso hanno deciso che servono, le tonsille, e le tolgono solo se hai almeno 12 eventi febbrili importanti l’anno.
    I miei figli, disgraziatamente, arrivano appena a 9…

    Comunque coi termometri ecologici, la roba davvero difficile è riportare il fluido sotto i 36°C…

    • ms.spoah Says:

      Io tra un po’ mi trasformo in clorofilla, invece, tra mirtillo, rosa canina, tea tree, gocce di echinacea e palline di polline: la mattina faccio l’ape, esco di casa ronzando; in ufficio poi faccio pipì alla liquirizia.

      Per il termometro ecologico prova così: prima lo metti a contatto con una lampadina bollente, lui sente caldo e la linea blu sale in un battibaleno; poi lo agiti con forza e forse ce la fai a farlo scendere sotto i 36 gradi, ammesso che tu riesca a trovare il giusto orientamento che ti permetta di vedere non solo una lunga e continua linea blu…

  2. vipero Says:

    la pipì però potresti farla al bagno, anzichè in ufficio. ma i colleghi non ti dicono nulla?


  3. io uso quelli di stoffa, da qualche anno, un fascino che non avevo mai conosciuto prima.
    Ma i termometri al mercurio li venderanno nei negozi vintage?


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