Doppia ombra

1 novembre 2011


Prendi la metafisica e l’apparente calma piatta di un quadro surrealista, fai passare tra le trame della tela la musica di Richard Wagner e forse, poggiate e poi radicate nello stesso spaziotempo, quella totalità che imprescindibilmente ti include, (tu) sentirai la dissociazione di freddo acciaio e morsa calda come fossero due sensazioni che si attraggono ma non si mischiano. La fine è già nell’inizio, eppure non ci sono limiti temporali.
Il film di Von Trier ti segue di giorno, di notte crolli o stordito o stanco. O forse solo esausto, per la ricerca di un’allegoria che non c’è. Credo.
Il film di Almodóvar ti svela di notte le tue personali metafore.
Fanno male entrambi, ma il secondo lo preferisco.
Forse la chiave è quel spezzacciaio: mi dico Meglio spezzacatene e poi vedo di crederci.

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2 Responses to “Doppia ombra”

  1. L'Alligatore Says:

    Ho letto pareri discordi sul film di Von Trier e lo deov ancora vedere … Almodòvar invece l’ho trovato al massimo della forma. Montaggio (anima del film) spettacolare.

    • ms.spoah Says:

      Quando sarò in grado di valutare con cognizione di causa il montaggio di un film, i porcellini a pois avranno le ali… Intanto vedo alligatori con le cuffie: è già qualcosa :-)


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