Il regime ideale della concorrenza perfetta

26 ottobre 2011


In Tomboy la ricerca dell’identità sessuale è in regime di concorrenza perfetta e pacata tra il maschile e il femminile, caratterizzata dall’impossibilità accettata dei genitori di stabilire aprioristicamente le scelte individuali dei bambini (poi adolescenti) che producono, le quali scelte derivano esclusivamente dall’incontro depurato del sé con il sé, domanda e offerta – da stabilire solo di cosa e cosa – che a loro volta assolutamente (vivadio) non sono più espressione dell’utilità e del costo marginale della sola riproduzione.

Come se un’impresa potesse determinare contemporaneamente quantità e prezzo d’equilibrio del mercato, la storia si snocciola in un calmo microcosmo antropomorfo bollico (vocabolo inesistente) – l’anaffettività materia misconosciuta, sradicata, mai attecchita – che deve essere molto vicino all’idea originaria che probabilmente dio aveva dell’uomo.
Poi qualcosa dev’essere andato storto. Come se ci avesse fatti col pongo e di seguito distrattamente poggiati sui termosifoni troppo caldi.

«In realtà la corretta definizione di concorrenza perfetta è quella di una situazione in cui ognuno crede fermamente che il prezzo non sarà cambiato dalle sue azioni.»

*

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2 Responses to “Il regime ideale della concorrenza perfetta”

  1. vipero Says:

    Adesso rileggo un 400 volte e poi commento, ok?


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