Quel sito mobile non era un Otis ed è rimasto immobile

17 maggio 2011

Sposta, pulisci, chiudi, scotch!, spazza, lava, butta, deposita.
A un certo punto mi sono fermata. Per forza: si è bloccato l’ascensore. Con dentro una circondata da buste bucate e manicotti di pezze.
Toh!
Mentre fuori da quel quadrato bianco panna con pavimento nero e controsoffittatura a quadrettini argentati il mondo (muratoreimbianchino tirasesso e mater agitata) cercava una soluzione, io facevo il suggeritore spingendo la voce al di là delle fessure dei due più due sportelli rimasti chiusi a minchia fritta.
Poi mi sono distratta.
A pensare perché mai con tutta la gente che soffre di claustrofobia, proprio io avrei dovuto privarmi di un pochetto di panico, io “Signorina bloccata nell’ascensore”.
Allora mi sono concentrata per vedere se mi veniva paura.
“Finisce l’aria”, mi sono detta “stramazzerai al suolo stordita dalla mancanza di ossigeno!”
“Tsk, ci sono i buchi, li vedi?” mi sono risposta.
E quindi ho cominciato a ciaccolare con mia madre attraverso la lunga fessura più stretta su e più larga sotto: l’asimmetria causa dell’impiccio.
“La luce del neon fa schifo, ti girerà la testa e perderai conoscenza come nei film di fantascienza.”
“Sì, ma c’è uno specchio grande.”
E allora mi sono guardata il gonfiotto all’altezza della pancia – ché sono un paio di giorni che non faccio una cacca come si deve – e poi mi sono trastullata stupidamente con un ponte all’indietro ma solo per metà, ho tirato il fiato e mi sono fatta le smorfie.
Nel frattempo, mentre facevo l’Alfredina fortunata e blasfema, lì fuori il mondo era in movimento per salvarmi.
“Signorina, non esca!”
“Ma se sono chiusa dentro!”
Sarò incappata nell’ennesimo idiota?
No.
“Quando si aprirà, lei non esca.”
“Occhei.”
E sono stata brava.
Mentre sgambettavo sana e salva lungo il vialetto, il prode muratoreimbianchino mi ha chiesto “E’ uscita, eh? E’ lei la signorina dell’ascensore, no?”
Gli ho fatto un sorriso da rana dispettosa riconoscente e gli ho detto “Sì, grazie!” proseguendo poi spedita per portare a compimento la mia missione: raggiungere bidoni di spazzatura differenziata che forse finirà tutta quanta, per beffa o per pigrizia-naja haje, in una normalissima discarica.
Ci sono cose a cui comunque è bene credere, a dispetto di tutto.

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2 Responses to “Quel sito mobile non era un Otis ed è rimasto immobile”

  1. Taglia46 Says:

    …ma come “sono stata brava”? Ma se ti avevano detto di non uscire?!? Divertentissimo questo post.

  2. ms.spoah Says:

    Uh, dici che è il caso che mi richiuda dentro? :-))


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