La coda fosforescente del sorcio

4 maggio 2011

Otto minuti di risveglio from here to here eppure non è cambiato niente. Flussi di interpretazioni neurologiche connesse.


Il senso di continuità ha una priorità così alta che il cervello, pur di mantenere il suo schema, mente, ignora delle cose, altre le falsifica ed altre ancora le aggiunge: vede e costruisce schemi completamente illusori per mantenere una continuità illusoria. La continuità è funzionale alla semplificazione della percezione. La semplificazione si configura come uno dei principali obiettivi dei meccanismi che generano illusorietà.

Come se una parte ancestrale dell’encefalo abbia innescati in sé meccanismi per renderci l’altra – quella dalle potenzialità per lo più inesplorate -, invisibile come il lato buio della luna. Gruviera di punti ciechi, crateri che non vediamo riempiti di polistirolo espanso, cibo di plastica per la mente dato in pasto da quella porzione dell’apparato neurologico che – chissà, magari presa alla sprovvista da un’evoluzione troppo rapida –, si nutre dell’ancoraggio a meccanismi mentali dicotomici, sinapsi xenofobiche di cervello vs. cervello che riempiono i punti ciechi dell’eminenza grigia di illusioni.

L’attenzione per i particolari ci permette di andare oltre i nomi e le definizioni e oltre la semplificazione dell’automatismo, di vedere attraverso l’illusione della separazione in una dimensione che assomiglia a un’ambigramma, di entrarci e uscirci finché il terrore di tutto quell’incommensurabile ignoto non sparisca. Voler guardare sorgere il sole e non ostinarsi a volgere lo sguardo a ovest. E continuare a guardarlo anche quando bruciano gli occhi.


Se ti soffermi a pensare a cose così la mattina, ti chiedi che film vedere e, non hai dubbi, scegli questo; se hai già viaggiato più e più volte con il solo aiuto della musica, infilandoti nei fiorellini rosa di una carta da parati che ti faceva per giunta abbastanza schifo, o ti sei riposata nelle stanze costruite e arredate suddividendo il cervello in camere inventate dove andare in vacanza quando il mondo di tutti i giorni ti annoiava, è probabile che dopo la visione di un film come Source code tu abbia la netta sensazione che quel mondo fantascientifico sia molto più reale delle poltrone del cinema che sembrano sedie elettriche, convinta che quella materia grigia sottoutilizzata che pulsa silente nella scatola cranica ti permetterebbe cose talmente inaudite da dare le vertigini. Ed è probabile, però, che tu decida di tenere queste considerazioni per te, soprattutto se le pareti celeste pallido del reparto di Neuropsichiatria non incontrano i tuoi gusti.

Ora mi metto a decidere se mi piace di più David Bowie o il figlio, così, solo per pensare ad altro, perché sennò poi mi faccio paura da sola.

Voce fuori campo:

Tutte le linee di confine spaventano. Poi le superi e ti accorgi che non esistevano.


Dont’ worry

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