Dei giardini (mood swings)

24 aprile 2011

Il punto è… insomma, immagino che Pietro continuerà a tradire almeno quelle tre volte prima che il gallo canti e le paure maneggiate maldestramente perpetueranno la crocifissione noncurante del sé e degli altri.
Finché.
Finché non apportiamo le nostre personali correzioni alla Bibbia, reinterpretando il nero e l’opprimente sofferenza che anima l’iconografia cattolica e muore i cuori, colorando la Madonna con tinte vivaci, niente veli.
Se solo qualcuno si fosse preso la briga di disegnare paperelle sulle mutande sghembe di Gesù invece di seguirlo con l’immobilità di uno sguardo mesto, forse non sarebbe stata necessaria neanche la resurrezione.
Forse non sarebbe morto Pasolini, non così.
E neanche Falcone, Borsellino, Mattei… occhei, forse: ho scritto forse.
Inciamperebbero meno bambini nelle pallottole sparate a caso.
Forse ci sarebbe comunque un tizio strano pronto a farsi costruire un tempio-mausoleo ad Arcore, ma sarebbe un caso isolato, una eco flebile. Un sorriso un po’ grottesco, un po’ divertito e poi ricominceremmo a dedicarci al somnium vivendi, accentando il cambiamento permanente senza creare «tensioni e rimozioni inutili», invece di ritrovarci persi e spenti, concentrati su questioni sterili quali quella del crocifisso in classe, la glaciazione dell’era glaciale della sofferenza glaciale.
Non è facile per nessuno.
Ma neanche impossibile.
A scuola non ce lo insegnano: nastri, cottillon, uova di cioccolato con un buco enorme dentro e sorprese fantoccio.
Metto a bollire uova da-culo-di-gallina con le alghe, diventeranno sode e rosso mattone.
Dopo di che, se volete, possiamo parlare anche di resurrezione, del suo significato simbolico.
Ma niente più chiodi, se non per appendere i quadri.

«Se la felicità è la coincidenza perfetta del mondo esterno col mondo interno dei nostri desideri, sarà sempre un’utopia. Ma provate a ribaltare il vostro funzionamento e far coincidere per sempre il vostro mondo col mondo: avrete la garanzia della felicità perfetta e definitiva.»
(Il Vedanta e l’inconscio, Arnaud Desjardins)

Ho sempre desiderato fare il Drugo e mi sembra estremamente sensato.

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4 Responses to “Dei giardini (mood swings)”

  1. ecudiélle Says:

    Perfettamente pensato e scritto

  2. Ladoratrice Says:

    Perchè apportare correzioni quando esiste la raccolta differenziata?


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