Ed ecco che dove l’idiozia non arriva ce la fa l’orgoglio adiottrico

7 aprile 2011

Magro di quella magrezza sfatta, brizzolato alto, mi rivolge la parola con una gentilezza talmente leziosa da risultare sospetta.
A domanda-non-domanda ( = finta domanda) inutile gli rispondo Mi chiami quando lo riterrà opportuno, e vado via.
Mi scopro due dita in testa tra i capelli a grattare un pensiero; ma non è perplessità, è solo noia.

Quello che riveste i panni di capo o meglio boss-ammanicato-variamente, vagamente celodurista, animato da un cattolicesimo quasi andreottiano ma assolutamente senza arguzia, bracciale con pasticche di padre pio al polso, tutto sommato lo si può appallottolare in un’unica definizione senza remissione di peccati: cafone.

In questo succedersi grottesco e vernacolare di vassalli e valvassini, ipocriti e meschini, come posati su un vetrino al microscopio, vedo rispecchiarsi un ambiente di coltura più ampio, ma infestato allo stesso modo.

In questo succedersi grottesco e vernacolare di vassalli e valvassini, spesso mi sento allo strenuo delle forze e dei forse-ma-però-magaripoi, miro il futuro e non lo vedo.
Appurato che non esiste se non come una proiezione infibulata della mente, mi concentro in questo presente al quale ho il sospetto di non essermi rassegnata del tutto. In ogni stato d’animo, come in una placenta. E nuotare o per stare a galla o per scoprire la mia riva.

In questo presente, ieri, tra un’asana e l’altra, in una nuova palestra dalle pareti azzurre celesti e gialle Mr. cì ha illuminato un punto che cerco da mesi:

«Avere problemi non è un problema. Il problema è pensare che sia un problema.»

In macchina gli ho detto: “Ti sei distratto un attimo: ti è sfuggita una perla di saggezza.”
Pensava che lo coglionassi, invece no, dicevo sul serio.
Abbiamo riso e votato per la pizzeria perché, come spesso capita, avevamo entrambi il frigorifero semi vuoto (il suo) e vuoto (il mio).

Ora, sorseggiata la birra e mangiata la pizza, resta solo da accelerare i tempi di questa consapevolezza trasfusionale.

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14 Responses to “Ed ecco che dove l’idiozia non arriva ce la fa l’orgoglio adiottrico”

  1. ecudiélle Says:

    ci sto ragionando
    il problema non è il tempo (presente o futuro).
    il problema è che ci hanno tolto la storia come percorso e relazione.
    e questo sì è un problema

  2. evasoxcaso Says:

    Eri in macchina con Socrate.

  3. lupopezzato Says:

    turno di notte ma non è un problema il turno. il post sì.

  4. Vaniglia Says:

    Perla saggissima, ma non tanto socratica quanto biblica (Filippesi 4:6 “Non siate ansiosi di nulla…” etc etc etc)

    • ms.spoah Says:

      Potrei citare anche un’altra autorevole fonte: Ascanio Celestini, ma non ho ancora il libro (che odora di bellissimo), però ho letto due righe a proposito dell’ansia che mi ci farei un quadro.

      • Vaniglia Says:

        Io mi ci farei e basta :-)
        Ringrazio quotidianamente per questo pezzo di vita che sto vivendo principalmente perchè spurgato dall’ansia come una lumaca a digiuno…
        Ps: ho assaggiato un lampascione


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