Promemoria, sennò me ne dimentico

6 aprile 2011

Questo non è un post.
E neanche una recensione multiplex come potrebbe sembrare.
E’ solo l’espressione asintomatica di una forma atipica di nevrosi: la pollicinosi.

Tutto il tempo a chiedermi Cosa c’è di diverso nella Kidman cosa c’è cosa c’è cosa c’è.
Adesso so. Punto primo: il tizio che le ha rifatto le labbra è un cane. Punto secondo: l’intelligenza chirurgica minata da un’umana vulnerabilità è fallace.
Il film?
Bah, se ti capita una grossa disgrazia hai voglia a menartela: certi rivoli del tuo dolore puoi capirli solo tu e chi lo ha vissuto con te. Gli altri avranno paura e remore, ma escluderli è autodistruttivo.
Amen.
Non so se vale anche per un’operazione di chirurgia estetica riuscita male, però.

E’ la storia di una famiglia in cui – con la scansione dell’intercalare delle stagioni – scorrono, dentro e a fianco, quelle di comuni clochard della vita: gente che vive i propri panni come se fossero di cartone e il proprio sé come un ponte incomprensibile tra il nulla e la paura del niente. E cercano un rifugio.
Ecco, in una sorta di attuale mitologizzazione sui generis, è come se loro – i membri della famiglia protagonista – fossero: lui Dio, pacato e dotato di sottile piacevole ironia; lei la Spirita Santa, compassionevole ma anche dignitosa; il figlio, il novello Gesù che troverà alfine una fidanzata atta a fare in modo che lo schema familiare si perpetui nel tempo.
La descrizione quasi impercettibile delle dinamiche l’ho trovata geniale: se vuoi, te ne accorgi; altrimenti no.
Forse si chiama specularità.

E qui.
Peppe Servillo mi ricorda Evaso, c’è niente da fare. E quindi mi piace anche se fa lo stronzo meschino cattivo. E’ un fatto.
Alla visione del coloratissimo spaccato srilankese nella periferia povera di Napoli, m’è venuto il magone.
Però il film è spassoso-lieve, giuro. E la giovane regista, per quanto ne capisco, promette bene.

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14 Responses to “Promemoria, sennò me ne dimentico”

  1. ecudielle Says:

    c’è qualcosa inquesto post che non riesco a fissare, qualcosa che mi dà fastidio. Ma niente paura, il fastidio è come l’ortica omeopatica.

    ” l’intelligenza chirurgica minata da un’umana vulnerabilità è fallace”. E lintelligenza chirurgica amata da un’umana vulnerabilità? Ché secondo me è solo questione di cambiare il tipo di relazione: fate l’amore non tiratevi le mine. Che poi che te lo dico a fare? Quella che non si smutanda

  2. ecudielle Says:

    (e fanculo allo smartphone)
    quella che non si smutanda da mesi sono io.

  3. lupopezzato Says:

    Smutandarsi? Ma che cazzo di tema per un post! La Kidman dovrebbe slabbrarsi invece.

    • ms.spoah Says:

      Confessa: hai letto i commenti e non hai letto il post!
      Il mio telefono è smutandato perché è rosa come il culetto di un bambino/una bambina/un(‘)ermafrodita.

  4. Vaniglia Says:

    Tu prometti meglio…


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