La storia dei figli di Bharata

13 marzo 2011

«… ciò che qui c’è, lo si può trovare anche altrove;
ma ciò che qui non si trova, non esiste in nessun luogo »
(Mahābhārata, I, 56, 33)

 

Per quanto attraversi i canali mediatici battezzato come film di denuncia della situazione delle donne dei gruppi tribali in India, non ce la vedo una denuncia vera e propria e soprattutto non riesco più a circostanziare, a tenere separata la violenza incasellandola tra meridiani e paralleli.
Esposte in una teca servono le pugnette nello stomaco?
Ho visto l’India di Bollywood, qualche volta mi è sembrato di vedere i doppiatori con le cuffie dietro un cavalletto, interrogandomi su chi cavolo avesse fatto l’abbinamento voce-personaggio(-attore).
Il film non è brutto, ma quello che descrive, che il regista lo sappia o no, nella mia testa, è altrove.
Così, tra il morso del terremoto in Giappone e di rape sparsi in ogni dove, messi i piedi fuori dal cinema, I wished a tree upside down.

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2 Responses to “La storia dei figli di Bharata”

  1. evasoxcaso Says:

    A me piacevano i film(s) con gli indiani, solo mi sa che erano diversi da quello che hai visto tu. :-)


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