Il titolo: è la misura della quantità di vapore in una miscela

3 febbraio 2011

E’ la mia ora
Sono un po’ di giorni che la mattina indosso l’orologio, criitriiicriii, faccio ronzare la corona di carica, mi dimentico delle lancette.
A metà giornata mi accorgo con stupore piatto e colorito roseo che l’UTC è stato soppiantato dall’ UTS, Tempo Universale Scoordinato.

Teoria del moto
Nel tempo che manca all’ora esatta mi pongo domande di varia natura e genere.
Su quella Non è che i movimenti oscillatori troppo rapidi da uno stato emozionale all’altro finiscono col determinare staticità, fissità idiosincratica, bloccano la locomozione della specie? mi ci sono soffermata un tot.

Inficiata idolatria bugiarda (o infibulazione ideologica)
L’altra su cui rifletto da tempi non tanto recenti è sui cazzi, anzi sul Pisello (Regno: Pisello, Divisione: Pisello, Classe: Pisello, Ordine: Pisello, Famiglia: Pisello, Genere: Pisello, Specie: Pisello).
Non si capisce perché lo si brandisca – dai cavalieri al volgo, che si sia donne o uomini, uomini o caporali – come uno scettro di virilità ganza e contemporaneamente come infame offesa per dissacrare il dissacrabile: Testa di cazzo!
Che sia la base, quel lembo di pelle che gli tiene attaccati stretti gli zebedei, la parte nobile?

Voglio un Presidente della Repubblica femmina. Femmina. Non so se ho reso l’idea.

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8 Responses to “Il titolo: è la misura della quantità di vapore in una miscela”

  1. ecudiélle Says:

    la prima non so
    la seconda è “no” “dipende” “comunque, non sempre”
    la terza è “non è che confondi virilità con intelligenza?” se le trovi insieme, figata. se no, è una triste vita.

    Infine, attenta che ti viene presidente la De Filippi e poi dimmi tu.
    Protect me from what I want

  2. simo Says:

    L’INCONVENIENTE DI AVERE IL CAZZO
    Molte mie amiche si complimentano con me per il fatto che ho il cazzo. Io cerco di spiegare loro che non è tutto rose e fiori, ma loro mi dicono di non sminuirmi. “Beato te”, mi dicono, “che hai un organo riproduttivo così semplice e maneggevole. Io invece ho il clitoride, il punto G, l’orgasmo vaginale, l’orgasmo multiplo, l’orgasmo esterno, l’orgasmo a singhiozzo, il cosiddetto plateau, l’orgasmo di simpatia, l’eiaculazione di Skene e le contrazioni di Kegel. Tutto questo senza neanche un libretto delle istruzioni”.
    Riconosco che il cazzo è una grande comodità, basta sfiorarlo e fa tutto da solo. “Tu”, dicono le mie amiche, “te la puoi sbrigare in dieci secondi”, in realtà il mio record è 2,65, compresa la sigaretta celebrativa, “io invece”, continuano loro, “potrei andare avanti così per ore, guarda”.
    “Carla”, dico io alle mie amiche, “quella non è la vagina”.
    “Che ne sai tu delle donne”, rispondono loro.
    È la famosa invidia del pene, che Freud ha concisamente descritto così: ”Se vedi un pene eretto e la cosa ti rode, allora hai il mio stesso problema”.
    Ma non c’è niente da invidiare. Se una donna sapesse quale insostenibile peso è trascinarsi dietro per tutta la vita il cazzo, ringrazierebbe dio ogni volta che ha le mestruazioni. Il cazzo è peggio delle mestruazioni. È come avere l’incredibile Hulk nelle mutande, l’unica differenza è che non diventa verde. In cambio di 2,65 secondi di piacere, ogni uomo deve sottostare per tutta la vita alle voglie del cazzo (per non parlare delle idee del cazzo).
    Per esempio, sei in autostrada che ti fai tranquillamente i tuoi 170 chilometri all’ora sulla corsia di emergenza e all’improvviso una Polo ti sorpassa. Sfreccia via in un attimo, quasi non te ne accorgi, ma il tuo cazzo se ne accorge eccome.

    INSEGUILO, PRESTO!

    Per favore, stai buono.

    DOBBIAMO SUPERARLO! PORCA PUTTANA!

    Ma che senso ha?

    IDIOTA! METTI CHE AL CASELLO C’È UNA DONNA! GLIELA VOGLIAMO LASCIARE!?

    In autostrada? Alle tre di notte?

    MUOVITI! MI STO GIÀ LUBRIFICANDO!

    È un luogo comune che la superiorità dei maschi negli sport sia una questione di forza fisica. Certo, deve essere per questo che i giocatori di biliardo sono tutti degli energumeni. In realtà non sono i muscoli, ma il cazzo. Una dimostrazione? Basterebbe organizzare una partita di pallavolo fra la nazionale femminile e quella maschile e, cinque minuti prima della partita, masturbare tutti, poi vediamo chi vince.
    Il fatto è che per il cazzo è sempre una questione di vita o di morte, qualsiasi cosa, anche una semplice chiacchierata con gli amici.

    Ti dico che le pere sgocciolano.

    Stai generalizzando.

    Diciamo che la maggior parte delle pere sgocciolano.

    Ci sono centinaia di tipi di pera.

    Le abate, per esempio, sgocciolano.

    Le abate non sgocciolano.

    Stai generalizzando.

    La maggior parte delle pere abate non sgocciolano.

    Ogni volta che le mangio mi sbrodolo tutto.

    Forse non sono abate.

    Sono gialle, col picciolo e a forma di pera. Pere abate.

    Non sono abate.

    Dammi la definizione di pera abate.

    Sono quelle che non sgocciolano.

    Quindi tutto quello che non sgocciola è una pera abate?

    Sono gialle, a forma di pera e non sgocciolano.

    Controlliamo sul dizionario.

    Dammi la definizione di dizionario.

    Tutto questo per contendersi la femmina, anche quando in realtà non c’è nessuna femmina. Ma il cazzo come potrebbe saperlo? Chiuso com’è dentro le mutande, al buio, senza occhi né orecchie. Sarebbe il cervello che glielo dovrebbe dire.
    Un uomo non è altro che una propaggine del proprio cazzo, indispensabile per permettere al cazzo di spostarsi, nutrirsi e lavarsi (il cazzo non ha nemmeno la doccia) ed è facile rendersi conto che dietro a ogni comportamento maschile c’è sempre il cazzo. Perché sono sempre i mariti che ammazzano le mogli? Il cazzo. Chi sevizia le pecore? Il cazzo. Chi scrive i libri di Vespa? Il cazzo.
    In poche parole il cazzo è pericoloso. Molto più pericoloso delle bombe a grappolo o del Ministero dell’Istruzione. Su ogni cazzo dovrebbero esserci le scritte come per le sigarette: “il cazzo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno”, “il cazzo crea un’elevata dipendenza, non iniziare”, “non fare respirare il tuo cazzo ai bambini” e così via.
    Ma quello che è veramente tremendo, è sotto gli occhi di tutti, è che le cose non migliorano con l’arrivo dell’impotenza, il momento segretamente agognato da ogni donna sposata. Anche quando il cazzo si è definitivamente ammosciato e se ne sta raggrinzito sulla sua piccola sedia a rotelle, non cambia niente, continua a dettare legge fino alla fine, come quei dittatori decrepiti e completamente rintronati che non ne vogliono sapere di abbandonare il loro posto, nemmeno quando non sanno più distinguere il motorino dal gatto dei vicini, con le spiacevoli conseguenze che si possono immaginare.
    Pubblicato da Smeriglia | 23.12.10

  3. lupopezzato Says:

    Sul moto concordo. Concorderei anche sull’inficata – spero di averlo scritto bene – però le teste di cazzo, anche se in percentuale molto minore, ci sono anche fra le femminucce. Diciamo che sarebbe più sexual correct dire che in certi posti sarebbe auspicabile che non ci fossero teste di cazzo. Però prima di dire questo, dovremmo mettere da parte il nostro orgoglio italico e guardando il grande fratello ammettere che anche quello è belpaese. Questo ci aiuterebbe alla consapevolezza che, per alcuni paesi, la merda non è il luogo dove si va a finire ma è qualcosa in cui ci si trasforma. Ah, considerato che al peggio non c’è mai fine, sai quando inizia l’isola dei famosi?

    • ms.spoah Says:

      Dimentichi che non ho la televisione.
      Però la mia domanda è: il cazzo è un bell’aggeggio, a me sta simpatico; non tutti, lo ammetto, ma questo dipende dall’uso che se ne fa. Ad ogni modo è un organo di piacere. Quindi: perché lo si usa per connotazioni negative, ci sta dietro il papa pure a questa? Dovrei rifletterci su.

  4. lupopezzato Says:

    La risposta è: il bell’aggeggio ce l’ha pure il papa e poichè illo sta dietro a tutti è inutile che ci mettiamo con le spalle al muro.
    Ah, buongiorno fucsia.


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