Non si pronuncia driù e non si scrive Drew

25 gennaio 2011


T’amara c’avea un naso che parea un becco e se lo fece rifar
di ciò lei mai si pentì
ma non per questo s’addolcì
però l’apostrofo si prostituì
volando altrove fino alla fine dei suoi dì. 

Sono completamente entrata nel film. Testa, pancia, braccia, piedi, tutto nella commedia. Non volevo pensare a niente altro. Ci sono entrata da una porta con il pomello di quelli che non c’è bisogno di scassinare. Lì, nel film, invisibile spettatrice insieme ad altri invisibili spettatori.
L’occhialuta signora-circasessantenne-con-maritocircacoetaneo seduta alla mia sinistra, dopo aver smesso di cincischiare come una talpa con il telefonino, scusandosi, ha cominciato ad esibirsi naïf in una serie di esclamazioni da fumetto stupefatto ad ogni scena divertente. E così, dentro e fuori: un occhio al film, un occhio al fumetto stupefatto. E sorridere. E pensare Perché non avere un modo naturale di vivere e vivere e vivere; perché per dimenticare il rumore di catene di gomma che un governo di idioti ci propina fino alla metamorfosi da uomini a mostri a fantasmi con occhi cavi, a disperati e maniaci, rifugiarsi in tunnel che puzzano di cacca di pipistrello invece che coltivare margherite?
Nel film il tronfio idiota supremo di turno fa una fine da Willy-il-coyone, vittima della sua stessa idiozia. Gli passa sopra una mandria di mucche et voilà, fine. Cose che difficilmente può capitare di vedere in un servizio del tiggì, specie se non hai la televisione. Ma anche se ce l’hai è uguale. Tutt’al più ti capita il servizio su un pastorello distratto figlio di nessuno che precipita in un burrone, ma mai quello su un burrone che precipita a pastorello. Peccato.
Il problema è che l’idiota (e pericoloso) è fin troppo semplice riampiazzarlo. Come i soldatini di piombo. Fatti in serie. Certe donne lo sanno e, perdutone uno, ne hanno già pronto un altro per continuare il gioco mamma-figlio ad libitum (ciucciami la tetta, l’alternativa al “ciucciati il calzino”).
E via con la Soah, il fascio, le destre onnivore che odiano l’erba, i cazzi duri; complessi edipici rimasti irrisolti. Bignami di uomini.
Confido nelle ragazzette, lentiggini, fronte bassa, passione e spirito d’avventura.

 

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4 Responses to “Non si pronuncia driù e non si scrive Drew”

  1. ecudiélle Says:

    Dico che tu sei bella. E brava.
    Mi istighi alla vita agreste da puttanella con il naso rifatto ad annusar intellettuali nerchie?


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