Stanotte ho sognato quella della Rocchetta

15 gennaio 2011

Dlìndlìn!
Ero in Spagna.
O in Brasile.
Insomma, parlavano spagnolo.
Ma anche italiano.
Avevo un buono per un aperitivo analcolico.
Sgualcito e inutilizzato.
Lei, quella della Rocchetta, più giovane di quella vera eppure più in là con gli anni, più matura, era in procinto di tornare in Italia e chissà che ne sarebbe stato del ristorante-alloggiorifugiati-albergo che odorava un po’ di Messico e che gestiva.
Io le chiedevo informazioni per elaborare un piano e non tornare, rimanere là dov’ero.
Non ricordavo più quale fosse il mio albergo, la mia stanza, ma non era poi così importante: dovevo recuperare solo Velvet.
Il mio primo viaggio da sola.
Il sogno finisce su uno strano camioncino, con persone che non si conoscevano, a discutere con calma anche delle ignominie infantili di berlusconi (e dire con calma che no, no sono d’accordo) in un viaggio improbabile verso il viaggio.
E basta.

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3 Responses to “Stanotte ho sognato quella della Rocchetta”

  1. Dantès Says:

    ahem… vabbè che è un sogno, però in brasile parlano portoghese… e se parlavano anche italiano 90 su 100 era spagna
    quello pistino


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