Togli la spina dal fianco, infila la graffetta nel dito

9 settembre 2010


Come scosse mediatiche, giorni afflitti da piccoli capovolgimenti di burocratico niente. “Calma”: raccomandazione senza ricevuta di ritorno, ormai ce l’ho appiccicata al cervello, come una bellissima radiolina vintage che mi illumina con la sua base violalilla. Compratela voi, io adesso non posso e mi basta pensare quanto sia bella per stare bene, roba che Bernadette potrebbe essere la mia amica del cuore.
Comunque.
Dopo il trillo del cellulare, la conversazione con sbuffo e scazzo, le rassicurazioni, il ciao-buona-giornata-divertiti-non-ci-pensare-ci-sentiamo-la-settimana-prossima, il training autogeno, ripasso la filosofia zen infilandola in una tazza gialla di acqua bevuta d’un fiato, mi esibisco naif in commissioni da portiera, così intanto mi rilasso, sorrisi elargiti e ricevuti e arrivo spedita.
Sorriso (un altro, quello decisivo), saluto, entro?, certo che entro, mi siedo, Siediti. Ecco, aveva capito. Circa.
Insomma.
Provateci ad avere a che fare con delle specie di marionette che respirano che rimangono col naso impiallato su una scrivania ad aspettare che qualcuno ne manovri i fili.
Più o meno sono tornata vittoriosa. Per dieci minuti l’ho tenuta su dal suo filo perché mi dicesse qualcosa di utile. Circa.
Ero calmissima.
Poi quando tutto era ormai finito, lo sguardo mi è caduto sull’unghia del pollice destro.
No, grazie, non ho bisogno di una trasfusione.
Ma la prossima volta mi porto una pallina di pongo. E’ meglio.

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10 Responses to “Togli la spina dal fianco, infila la graffetta nel dito”

  1. Vaniglia Says:

    Ogni mattina mi alzo e mi chiedo: “Su cosa mai avrà scritto Ms.spoah quest’oggi?” e aspetto di potermi godere in santa pace una lettura che, lo so già, mi aprirà una finestra al centoottantottesimo piano di un palazzo fatto di qualcosa di commestibile (chissà poi perchè) che dà su paesaggi normali, ma che, visti da lassù, sembrano sempre diversi: mai banali, mai monotoni, mai grigi. Ci fosse stata mezza volta che uno di questi panorami non si fosse rivelato degno di essere osservato per dritto e per rovescio!
    Grazie
    Ps: il pongo è una grande idea, basta non inghiottirlo…

    • ms.spoah Says:

      Dopo giorni di assenza e tribolazioni, oggi post davvero commestibile e per rovescio… ma niente pongo sul cucchiaio, promesso. Il tuo commento è come una carezza allegra, giuro, niente sviolinata :-)
      Grazieeee! :-)

  2. evasoxcaso Says:

    Avere a che fare con le marionette non è bello. Miss. Il pongo invece è bello. Esiste ancora?

  3. no.snob Says:

    Rassicuro Evaso, il pongo esiste ancora, così con il das, i pastelli a cera e la colla vinilica. Sulla mia scrivania le graffette colorate non mancano mai, anche le spine nel fianco si fanno sentire di sovente…

  4. elena Says:

    qualcosa di utile tipo cosa?

    • ms.spoah Says:

      Tipo se e quando pensano di svegliarsi dal letargo. Credo che la soluzione sia trasformarmi nella loro spina nel fianco… Fiato sul collo. Hai presente? :-D

      • elena Says:

        ammo’, rompicazzo era il nome che dovevo avere sul certificato di nascita ma non si potè. ex-uomo mi chiamò “strage dei call centre”.
        Se posso essere utile

        • ms.spoah Says:

          Ecco, sì, mi puoi aiutare a fare uno psico-sterminio qui in ufficio. Questi si fanno la TAC pure per i piedi e le mani fredde.


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