Quando uno sta a casa e fa caldo suda. Noce, dado, dadino, zucca, … testicolo?, un po’ matto

23 luglio 2010


Questo post si doveva intitolare Gentalgìa, perché dentro ci dovevo ficcare dei fatti mica tanto belli che c’entrano le persone in genere.
Però adesso si intitola Quando uno sta a casa e fa caldo, suda. Noce, dado, dadino, zucca, … testicolo?, un po’ matto perché io sto a casa, fa caldo e sto sudando e perché le parole hanno un sacco di significati e per ogni significato ci sono un sacco di parole.
Comunque.
A breve dovrò farmi un’altra doccia fredda, strusciare il dodo di sale sotto le ascelle numero uno e  numero due, inebriarmi con lo spruff spruff del profumo, prepararmi lo zainetto, scegliere i cd. Il tutto prima che faccia buio, ché per arrivare dove devo arrivare almeno un’ora e mezza ci vuole. E la strada non so se la so, ma secondo me mica tanto.
Comunque.
A parte tutte le disgrazie che affliggono il mondo e i riempitori di esso (cioè noi), che per ora le lasciamo da parte, quello che mi premeva dire è che le sopracciglia e il capello alla Nosferatus di Jan Garbarek mi piacciono un Tot (con la maiuscola, perché è un tot di un certo rilievo) e che pure il concerto mi è piaciuto parecchio. Talmente parecchio che quando ho visto che l’orologio lassù in aaaalto segnava quasi mezzanotte ho pensato: Maddai, non hanno regolato l’ora? Rifanno il Petruzzelli sano sano che ancora odora di stucchi e barbatrucchi, che a me sembra un plastico riuscito alla perfezione se non fosse che gli affreschi persi non li recuperi più neanche se piangi in sanscrito o in geroglifici, e l’orologio segna l’ora sbagliata? Che poi – pensavo – di sicuro ci sarà un modo per aggiornarlo senza far arrivare un omino fin lassù… vuoi mettere, con le nuove tecnologie!
Insomma.
Il concerto mi è piaciuto talmente parecchio che erano trascorse ben due ore e io non me ne ero accorta.

Di carta: noce, dado, dadino, zucca, … testicolo? Un po’ matta.

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2 Responses to “Quando uno sta a casa e fa caldo suda. Noce, dado, dadino, zucca, … testicolo?, un po’ matto”

  1. lupopezzato (elle minuscola) Says:

    “perché le parole hanno un sacco di significati e per ogni significato ci sono un sacco di parole”. Ecco l’hai detto e condivido perché penso sia illusorio pensare o dire che la parola aiuta la comprensione quando in realtà la incasina perché il linguaggio comune generalizza ma non identifica e se identifica è solo un’identità provvisoria perché in questo continuo divenire, tutto cambia.
    Ora può darsi che tu mi dica “gì, mica mi è chiaro quello che hai detto”, ed io ti rispondo “perché vorresti dire che è chiaro quello che scrivi tu, fucsia?”

    • ms.spoah Says:

      Oppure può darsi che io ti dica solo “gì!”, perché suona bene, perché mi piace.
      E poi, figuriamoci, se è fucsia come potrebbe mai essere chiaro quello che scrivo… ? :o)


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