Il titolo è il post

18 maggio 2010


Fusion
La luce della mattina, filtrata dalla finestra dona a quell’aggregato compatto che è diventato il suo braccio, nuovi lucenti riverberi; assomiglia ad una gipsoteca: calchi, statue, bassorilievi riflessi sul gesso dal suo sguardo divagante e imbambolato. Il braccio trasformato in una propaggine ingombrante e rigida, difficile da gestire… Lo rulla trascinandolo sulla scrivania ed è una cascata di piccola cancelleria; un concertino in note basse per la gomma che rimbalza, il ticchettio della matita che tornerà su con la punta non più a punta per l’impatto, elastici muti, graffette silenti, fogli svolazzanti e penne che perderanno lo sfavillio di un tratto deciso e continuo a seguito di questo sinistro.
Caffè.
Lui oggi sorride.
Zucchero di canna.
Invece di imprecare, sorride.
“Cucchiaino? Vuoi che faccia io?”
Deve aver sognato di nuovo l’astronave. O è colpa della codeina. O di quella venuzza di colore sul gesso, quella successione di lettere pensate e poggiate lì con la leggerezza di un soffio tatuato su… carbonato di calcio e/o argilla? Non mi ricordo più.
I vestiti addosso gli disegnano i contorni del corpo: piani sagittali, piani frontali, piani trasversali… si confondono e riconducono in unità negli occhi introflessi in altri pensieri che nello sguardo acuto di lei che lo osserva diventano intelligibili.
Le rughe sulla fronte gli disegnavano un pentagramma e su quel pentagramma note.
Quale sarà la loro canzone?
Un impulso in chiave di baritono raggiunge le dita e loro si muovono al ritmo di un tempo solo immaginato. Eppure c’è nell’aria. La musica.
“Apri ancora un po’ la finestra. Ti spiace?”
Fruscio di fogli, stavolta non cadono e voci stropicciate che provengono dalla strada.
La primavera cantava in verde oliva, il cielo si preparava ad esagerare in blu cobalto… Kobalos, un folletto socievole che fischietta Nel boschetto della mia fantasia c’e’ un fottio di animaletti un po’ matti.
“Crisi sull’orlo di una donna di nervi. Nervi sull’orlo di una crisi di donna. Orlo sui nervi di una crisi di donna. Scegli.”
“Orlo sui nervi di una crisi di donna.”
“Ci vorrà una buona sarta!”
“Già.”
Ritmo rock tzigano pop jazz, fusion pigmentato…
Sì, c’era nell’aria. La musica.
 

 
L’estate che stavamo aspettando
  (Waiting for summer, Nico Stufano)

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4 Responses to “Il titolo è il post”

  1. Anonimo Says:

    muller non capisce un cazzo. e io ti amo tanto

  2. ms.spoah Says:

    Siamo al cospetto di un parere che non si può dire oggettivo. Ma qui la soggettività è il valore aggiunto
    :-)

  3. vipero Says:

    eeeh chi te lo fa più l’orlo, di questi tempi…

  4. ms.spoah Says:

    Eh… in compenso ne abbiamo a iosa di quelli che ci fanno pelo e contropelo…


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