Sentirsi. L’equilibrio del teatro kabuki

27 aprile 2010


La sua camicia è una macchia bianca sul letto?
Strizza gli occhi: Ricomincio.
Li riapre.
Il letto è una riproduzione in cotone di una prato fiorito sotto una camicia viola. Un viola cangiante. E un profumo cangiante. Il passaggio di un’ape strappa un sorriso. Punge.
Una borsa nuova posta sul ripiano più alto dell’armadio è triste come un venticinque aprile che viene di domenica: è o non è una fregatura?
E’.
Punge.
Miciagatta piega la testa da un lato e osserva perplessa e curiosa.
Non punge.
Questo vuoto, punge. Come un pesce palla coi suoi aculei chiuso tra le cavità del corpo, all’interno.
Strizza gli occhi: Tesoro, fai qualcosa.
Solleva lo sguardo e scopre un gobbo: scorrono parole che non riconosce, scritte in uno strano alfabeto.
Cancellale, cambiale, mettile in ordine, rileggile, portale con te, disegnati un giorno diverso, fino al prossimo.
Punge?

Apre gli occhi. L’ape è sul cuscino.
No, non punge più. Però io non mi riconosco. E poi ho sognato Ipazia tutta notte e una ragazza a forma di libellula che sembrava praticare yoga.

Il nome Libellula deriva dal latino “libra”, ovvero bilancia, così detta perché nel volo tiene le ali orizzontali.

Morfeo, bell’e’ mammà, hai colpito ancora.

Apre gli occhi: si è svegliata col bernoccolo del sonno, col bernoccolo di chi va a sedersi davanti allo specchio e si dice che la spettacolarità di questo kabuki dipenderà più di tutto da lei.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: