Agora fobia

26 aprile 2010


Forse una delle mie vite l’ho vissuta in questo passato, questo passato inquietante, strade selciate calpestate da filosofi, schiavi, capi cinti di alloro; arene e povertà nelle strade. Donne di nicchia illuminate e puttane senza pane negli angoli della strada. Bagni pubblici, latte d’asina. Armi da mattatoio e giochi di prestigio sui carboni ardenti. Perché tutto ciò mi si infila come filo di ferro, passa attraverso la trachea, si ferma in corrispondenza di un pomo d’Adamo solo immaginato, gira gira gira, poi continua il suo percorso fin nello stomaco ed ancora gira gira e riproduce atmosfere cupe in echi di emozioni che arrivano da così lontano che non so.
Rimango. Con questo strano senso di inquietudine. Rimango. Anche se non capirò tutto. Rimango.
Non è la religione. Non è il cristianesimo. Non è il paganesimo. Non è il cattolicesimo.
Una scena di sottomissione al credo sembra una scena di violenza sessuale.
Ma che strano.
Più della morte è l’uomo che spaventa.
Il cielo sembra aprirsi uno squarcio tra uomini che portano in groppa la più bieca idiozia.
Comincio a pensare che ci sia qualcosa di vero in quella strana storia di Adamo ed Eva.
E nel pomo d’adamo solo immaginato qualcosa continua a bussare.
Gli apro e rimaniamo muti.
Cosa uccide l’uomo di sé quando infilza un altro uomo? Cosa uccide veramente?
Ipazia filosofeggia sul sistema solare; io filosofeggio sul suo filosofeggiare.
E’ tutto troppo grande e in quell’immenso delirio ci si perde come in un labirinto di strade tracciate da un senso di impotenza che se ti concentri diventa lacerante.
Ci dev’essere qualcos’altro. In quel cielo. Ride o irride? Ride. Sta. Esiste. E’.
Dev’essere tutto estremamente semplice.
Il senso è nei particolari, nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente sottile, come una sfumatura viola delle ciglia e il contorno blu appena visibile attorno all’iride; come la mia mano che si contrae e stringe sotto dettatura di un’immagine; come il respiro, che se non lo blocchi ti spiega ogni singolo particolare senza bisogno di una grammatica speciale.
Come un Gandhi seduto, questo mondo sta.
Concordo, God is in the details
          (
Ludwig Mies van der Rohe)

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4 Responses to “Agora fobia”

  1. Anonimo Says:

    Azz. Elucubro.

  2. ms.spoah Says:

    Evaso… sei tu?

  3. evasoxcaso Says:

    Si, sono io. Chiedo venia. Avevo riavviato Safari e non mi ero accorto di essere anonimo. Pardon.

  4. ms.spoah Says:

    :-)


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