Squinternata, isola (Non è un post di paura)

7 marzo 2010


C’era una volta un traghetto che avanzava in un mare in tempesta e sullo sfondo un cielo nuvoloso che scorreva come in un una vecchia pellicola.
C’era una volta una musica di sottofondo che faceva
Bumbum! Bumbumbum! Bum!, in tono cupo e quasi caricaturale e c’era una volta una scritta che diceva ”1954”.
C’era una volta Leonardo DiCaprio vestito alla Humphrey Bogart con tanto di cappello, ma con una cravatta genere
orribilis che avrebbe fatto rizzare i peli ad un lombrico. Scordiamoci lo stile di Tom Ford. Pantaloni tirati su fino all’ombelico fermati in vita da una cinta sottile, fondina di cuio chiaro con pistola e distintivo che fanno pendant; sguardo di ghiaccio e conati di vomito; pallore e labbra livide da mal di mare… che dopo il Titanic mi sembra il minimo.
Ed io l’ho guardato e ho pensato Ma è ingrassato.
Poi ad un certo punto del film lui si è tolto la maglietta ed io ho pensato No, non è ingrassato, sono i tondini dei muscoli; è che c’ha quella faccia da cicciobello grande che non gliela toglie nessuno, e quelle mani, quelle mani da intelligente un po’ pericoloso… che non c’entrano niente con tutto il resto; poi quando sorride sembra un’altra persona ancora. Però in questo film non te ne accorgi, tanto non sorride mai.
Leonardo lavora per l’F.B.I. e si chiama Teddy, ma anche in un altro modo e ha un collega che lo chiama in un altro modo ancora: lo chiama “capo”. Ne deduco che i conducenti AMTAB di Bari lavorano segretamente per l’F.B.I., ma tutti lo sanno e li chiamano “capo”.
Il traghetto attracca su un’isola buia e tempestosa in una specie di Transilvania con il mare dove un giorno sì e l’altro pure piove e tira vento, ma nessuno bussa a quel convento, che non è un convento ma un manicomio dove le femmine stanno di qua, i maschi di là, i mattissimi pericolosissimi tutti insieme… Cioè: solo se sei mattissimo pericolosissimo puoi fare le cose porche con uno/a dell’altro sesso? Mi sembra una cosa interessante… Bisognerebbe rifletterci su.
Come su tutte le isole che si rispettino c’è un bel faro grande dove pare succedano cose turche, anche se sono tutti americani, tranne uno che forse è tedesco.
Gli psichiatri sono tutti maschi di un certo spessore culturale e con un notevole
aplomb. Uno c’ha pure gli occhiali alla Freud, che non so se Freud li aveva, ma se sì, di sicuro erano tali e quali a quelli. Ben Kingsley, invece, era tale e quale ad Elio che non è quello delle storie tese: è uno che ho conosciuto, che io l’ho invidiato tanto perché mi ha lasciato intendere di aver letto, tutto, Alla ricerca del tempo perduto e di aver pasteggiato allegramente con Moses Pendleton e non credo proprio che mi abbia mentito… tutti personaggi illustri con la P. Ed io, invece, con questa fissazione per le città con la B? Comunque. Ben Kingsley, dicevo, era tale e quale ad Elio, solo un po’ più magro, poi per il resto… pelato col pizzetto, papillon, gilet, giacca, fazzoletto nel taschino, anello esoterico al dito; uguale.
In questo film succedono un sacco di cose, qualcuna anche all’improvviso, e se scegliete il posto sbagliato, rischiate di trovarvi con una fanciulla dietro le spalle che salta sulla sedia ad ogni colpo di scena anche solo immaginato.
I minori di 14 anni non possono vederlo. Ma forse intendevano scrivere che è vietato ai genitori dei minori di 14 anni e poi si sono sbagliati a scrivere, o qualcuno si è dimenticato di avvisare qualcun altro che nel frattempo è andato a farsi uno spritz. Non lo sapremo mai.
Ad ogni modo, io, stranamente, non mi sono spaventata. Solo, ad un certo punto ho cominciato a pensare che la linea di demarcazione che separa dalla follia può rendersi talmente labile che, davvero, se ti danno noccioline per uno, due, tre, trecentomolti giorni, alla fine tu come lo sai che non sei una scimmia? Quand’ero piccola e vedevo in tv una cosa in qualche modo inquietante, dopo volevo la pubblicità che ti anestetizza e tranquilizza con jingle spesso parecchio idioti. Beh, naturalmente, siamo capitati nell’unico cinema dell’universo mondo nel quale non proiettano neanche un nanosecondo di pubblicità. Neanche prima di cominciare la proiezione. Figuriamoci dopo.
E comunque, riassumendo.
Questo film era come la fotografia di una fotografia di una fotografia fatta furbescamente e a regola d’arte dove c’è un orizzonte con qualcosa sopra e qualcosa sotto. E se la vedi da un lato ti sembra, tipo, che ci sia un cielo pieno di nuvole sopra il mare. Se la giri di 180° magari sembra che ci sia un cielo sereno sopra la terra. Però qualcosa ti dice che potrebbe anche non essere né l’uno né l’altra. E che la terza verità è da qualche altra parte.
Ma hai voglia tu di girare il foglio lucido per leggere la scritta sul retro o in ogni caso «E’ meglio morire da persona per bene»?
Poi sono andata a dormire.
E a un certo punto ho rischiato di cadere dal letto e mi sono salvata per un pelo.
Allora?
Allora… cofani e portiere, l’uomo è flessibile.
E ho una voglia naturale (lino sulla pelle, cotone fuori) di andare a vedere Alice in Wonderland.

« A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: “Mi addormento”. E, mezz’ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po’ particolare; mi sembrava d’essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V. »

(Alla ricerca del tempo perduto, incipit Dalla parte di Swann)

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19 Responses to “Squinternata, isola (Non è un post di paura)”

  1. Dantès Says:

    ho una certa ammirazione per chi è sopravvissuto alla lettura di proust, magari anche apprezzandolo. io grondavo noia dopo le prime 20 pagine di Dalla parte di Swann, pregavo inutilmente che succedesse qualcosa che non fosse nella testa dell’io narrante. forse aveva ragione la mia amica V., proust va letto dopo una certa età. ma non mi ha mai detto quale

  2. ms.spoah Says:

    La tua amica V è parente di Carlo V? Lei quanti anni ha? Ci facciamo due conti… pane per i tuoi denti, no?

  3. Dantès Says:

    è sua cuggggina… è di poco più giovane di me, francamente non so come facesse a sapere quella cosa su proust, magari gliel’ha ficcata in testa qualche prof universitario piuttosto marpione e bohemien mentre le raccontava di essersi imbarcato in un cargo battente bandiera libanese

  4. ms.spoah Says:

    Invece a me stamattina è successo che ho chiesto al medico se mi potevo stendere per fare il prelievo. E lui mi ha detto Certo, Annalisa, mettiti pure come vuoi. A parte il fatto che Chi-ti-conosce-che-mi-chiami-Annalisa. Ma poi è pure andato verso la porta e ha chiuso a chiave. Poi mi ha tirato il sangue. Solo quello, per fortuna.

  5. evasoxcaso Says:

    Voi scrivete di cinema ed io vi odio. Per invidia, chiaramente. Mica perchè scrivete male. Ci mancherebbe.

  6. ms.spoah Says:

    Messere Evaso, le Vostre dissertazioni sul perché non siete aduso alla frequentazione dei cinema sono sì lievi e gradevoli che di gran lunga superano un qualsivoglia mio commento su un film visto. Ed io mi pregio di esser Vostra amica. Ma, di grazia, da quand’è che è tornato in voga il Voi? :-D
    :-)))

  7. evasoxcaso Says:

    E’ che avevo letto i commenti di Dantès, altro cinefilo, e dunque ho scritto “voi”. E nel “voi”, intendevo anche Filippo e quelli che in generale scrivono di cinema e che io odio. Sempre per invidia, chiaramente :-)

  8. ms.spoah Says:

    Ma taci, che ti hanno scambiato per un porschista. Cosa vuoi invidiare! :-D

  9. no.snob Says:

    Di Caprio va oltre le mie possibilità, non lo reggo. Sono un essere limitato, lo so.

  10. ms.spoah Says:

    Allora io sono parecchio più limitata di te: sapessi quante sono le persone che non reggo! :-)

  11. lupopezzato Says:

    A quando i risultati del prelievo, Annalisa?

  12. ms.spoah Says:

    A ieri, Gì al quadrato :-)

  13. lupopezzato Says:

    Io, se me la dai… se me la dai la feritina ti do 10 gobbuli bianchi, pure di più. Anche dodici.

  14. ms.spoah Says:

    Occhei, mi accontenterò. Però la ferritina… ti devo dare quella con due r, ché quella con una sola non ce l’ho :o)

  15. ms.spoah Says:

    … Ma le amilasi non ti servono?, che faccio a cambio con qualcun altro :-D

  16. ms.spoah Says:

    Mh, hai fatto giusto in tempo, chè stavo per portarle al conservatorio. Sai, là gli estirpano la a e quello che rimane lo mettono sui pentagrammi :o)))


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